giovedì 31 gennaio 2013

Siria, raid aereo israeliano contro un centro di ricerca militare - video

Sul raid aereo israeliano condotto ieri in Siria al confine con il Libano, Tel Aviv continua a mantenere il silenzio. L'annuncio è giunto infatti dall'esercito siriano che ha dato notizia del bombardamento condotto dai jet israeliani su un centro di ricerca militare situato tra Damasco e la frontiera libanese. Si tratta del primo episodio simile dall'inizio del conflitto in Siria e secondo gli osservatori, avrebbe il valore dell'avvertimento per il regime siriano, perché termini la fornitura di armi ad Hezbollah. Tel Aviv identifica nel movimento armato sciita la minaccia per la sicurezza di Israele. Hezbollah, alleato di Damasco, ha condannato in un comunicato quello che ha definito "un nuovo attacco sionista che punta a indebolire la resistenza contro lo Stato ebraico". Immediata anche la reazione della Russia che ha puntato il dito contro Israele e definendo l'attacco una grave violazione della carta delle Nazioni Unite", per la Lega araba si è trattato di un'aggressione odiosa che impone alla Comunità internazionale di assumersi la sua responsabilità sulle azioni di Israele. Nei giorni scorsi Israele aveva fatto filtrare la notizia di avere già pronti piani di attacco contro gli arsenali chimico-batteriologici siriani, per evitare che potessero cadere in mano di Hezbollah o di formazioni jihadiste legate ad al Qaeda.



Via: Euronews
Foto: AFP

F-16 precipitato in adriatico, recuperato il corpo del pilota Gruenther

E' stato trovato nelle acque dell'Adriatico il corpo del pilota del caccia F-16 Usa disperso nei giorni scorsi. Il corpo è stato avvistato intorno alle 14 a quattro miglia al largo di Pesaro da un mezzo della

Cosenza, uomo ucciso e cadavare smembrato: figlia fermata - video

E' stata sottoposta a fermo per omicidio la studentessa di 38 anni figlia del 72enne ucciso e fatto a pezzi a Trebisacce. Il provvedimento è stato emesso dal sostituto procuratore della Repubblica di Castrovillari, Silvia Fontebasso, nel corso della notte. I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, già dalla mattinata, dopo essere entrati nella casa, avevano portato la donna in caserma. Ha ammesso di avere fatto a pezzi il corpo del padre, ma solo dopo che aveva trovato il cadavere già sezionato nascosto in due sacchi lasciati davanti alla porta della sua abitazione. Così ha riferito al magistrato ed ai carabinieri che l'hanno interrogata per tutta la giornata e la scorsa notte la donna, nell'abitazione della quale sono stati trovati otto scatoloni contenenti i resti del padre. Da oltre due settimane i nipoti chiedevano di parlare con lo zio al telefono ma la figlia della vittima inventava delle scuse. Da qui è partita la segnalazione ai carabinieri, che, durante un sopralluogo nella casa dove i due vivevano, hanno ritrovato i resti dell'uomo. Stefania Chiurco era iscritta alla facoltà di medicina a Perugia e in Calabria viveva insieme al padre che era rimasto vedovo. I vicini raccontano che padre e figlia avessero discussioni di frequente. La Procura di Castrovillari ha disposto l'autopsia sui resti.



Fonte: ANSA
Via: Adnkronos
Foto dal video: Sky Tg24

Terni, ladri in fuga dopo una rapina travolgono auto: muore ragazza

Una ragazza di 25 anni è morta la scorsa notte a Spoleto in un incidente stradale con una macchina guidata da due rapinatori inseguiti dai carabinieri. La giovane, Maria Elena Petruccioli, tornava a casa dopo una serata trascorsa col fidanzato. Era una studentessa dell'Accademia di Belle Arti a Perugia e viveva a Montefranco, una piccola frazione della Valnerina ternana. Diplomata all'istituto d'arte di Spoleto, la 25enne stava per diplomarsi in scenografia. A Montefranco tutta la comunità si è stretta intorno alla famiglia di Maria Elena. La ragazza stava percorrendo con la sua auto (una Fiat Panda) la ss3 Flaminia (in direzione Terni-Spoleto) , quando all'altezza del km 12, all'uscita da una curva, una Ford Fiesta, sulla quale viaggiavano due albanesi in fuga dopo una rapina commessa in un'abitazione nell'aquilano, ha invaso la sua corsia di marcia schiantandosi sulla sua auto. Nell'impatto è deceduto anche il passeggero della Ford, M. M., albanese di 28 anni. Ferito in modo gravissimo il conducente della vettura, D. V., 21enne, ricoverato all'ospedale di Spoleto e piantonato in seguito al fermo per rapina e per omicidio. Il colpo è stato messo a segno ieri sera alle 23:45, nella frazione Alba Fucens del comune di Massa d'Albe (provincia di L'Aquila), da una banda di quattro individui, uno dei quali armato di taglierino.

Via: Adnkronos
Foto dal web

Mps: ora spunta la banda del 5%, indagine Consob dal 2011 - video

Non si ferma l'inchiesta della Procura di Siena sui conti di Monte Paschi. Agli atti dell'inchiesta chiusa dalla procura di Milano sul gruppo svizzero di intermediazione finanziaria Lutifin - nella quale il pm Roberto Pellicano si appresta a chiedere il rinvio a giudizio di 18 persone per associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita - è stato depositato un verbale di interrogatorio in cui due ex dirigenti di Mps vengono definiti "la banda del 5% perché su ogni operazione prendevano tale percentuale". Fra i 18 indagati di questo fascicolo milanese non c'è nessun funzionario o dirigente di Mps, ma fra le operazioni al centro dell'inchiesta c'è l'acquisto da parte della banca toscana di un derivato della Dresdner Bank da 120 milioni di euro. Nel verbale, a disposizione delle parti e letto da Reuters, l'ex funzionario di Dresdner Antonio Rizzo nell'interrogatorio del 13 ottobre 2008 davanti ai pm milanesi parla di Gianluca Baldassarri, all'epoca dei fatti responsabile dell'area finanza di Mps, e Matteo Pontone, ex capo della filiale londinese della banca senese. La Consob ha iniziato a nutrire dubbi su Mps solo dall'agosto 2011, in seguito a un esposto anonimo. Lo dice il presidente dell'istituto di vigilanza, Giuseppe Vegas. Alessandro Profumo, presidente di Mps, interviene in merito allo scandalo che ha coinvolto la banca.





Via: Reuters
Foto dal web

Calcio: ultrà al ristorante per Balotelli, tafferugli con la polizia - video

Ci sono stati tafferugli fra la polizia e gli ultrà del Milan radunati davanti al ristorante dove stava cenando Mario Balotelli con l'ad Adriano Galliani e altri dirigenti. La tensione è scoppiata quando i tifosi hanno terminato di intonare i cori per Balotelli che si era affacciato dal ristorante. Uscito fuori dal locale, richiamato da circa 250 tifosi (soprattutto della Curva Sud) che attendevano un saluto, Supermario ha anche saltato al coro di "chi non salta nerazzurro è", prima di ritornare all'interno del ristorante "Giannino" con Galliani, luogo abituale di ritrovo dei nuovi acquisti rossoneri.  A questo punto, sono scoppiati i tafferugli tra i tifosi e la polizia, che si è messa in tenuta antisommossa ed ha fronteggiato gli ultrà sotto il portico di via Vittor Pisani. C'è stato un lancio di bottiglie da parte degli ultrà verso la polizia e gli agenti a quel punto hanno caricato. Un poliziotto è stato ferito lievemente alla testa. Dopo alcuni minuti la situazione è tornata alla normalità. Il poliziotto rimasto ferito è un funzionario raggiunto alla testa da una bottiglia lanciata da un tifoso: ha riportato un taglio ed è stato necessario per questo il trasporto in ospedale, ma le sue condizioni sono ritenute non gravi. Dalla Questura fanno sapere che gli scontri sono stati dovuti all'eccessivo calore dei tifosi milanisti nei confronti di Balotelli.




Fonte: AGI
Via: La Repubblica
Foto dal video

mercoledì 30 gennaio 2013

Agguato Musy: fermato presunto attentatore del consigliere - video

A quasi un anno dall'agguato ad Alberto Musy nell'androne della sua casa a Torino, è stato fermato il suo presunto sparatore. Si chiama Francesco Furchì, è nato a Ricadi in provincia di Vibo Valentia, ed è accusato di aver sparato quattro colpi di pistola al consigliere Udc, tendendogli un agguato nell'androne della sua abitazione lo scorso 21 marzo. Fermato la notte scorsa dalla squadra mobile di Torino, secondo il procuratore capo Giancarlo Caselli, Furchì "agì con premeditazione e con motivi abbietti". Alla base del gesto ci sarebbe un intreccio di tre moventi, secondo quanto riferiscono dalla squadra mobile torinese, un mancato appoggio da parte della vittima con riferimento a un concorso per una cattedra universitaria a Palermo, la mancata nomina dell'indagato a cariche nel perimetro comunale, dopo che l'indagato aveva profuso il suo impegno nella campagna elettorale di Musy, in corsa per Palazzo Civico a Torino, e infine il mancato impegno di Musy nel reperire investimenti da convogliare in Arenaways. "Si tratta ovviamente delle percezioni soggettive dell'indagato, che ha finito per maturare un solido rancore nei confronti della vittima", ha precisato Caselli. A incastrare Furchì ci sono anche le conclusioni di alcune consulenze tecniche.



Fonte: TMNews
Foto: Adnkronos

Trasporti: fermi gli autobus a Napoli perchè manca il gasolio - video

Servizio non garantito la mattina del 30 gennaio. Le pensiline degli autobus a Napoli danno un messaggio chiaro a chi si muove con i mezzi pubblici in città. La spiegazione del disagio arriva dalla pagina Facebook dell'Anm, l'azienda che gestisce il

'Ndrangheta: maxi blitz a Roma, sequestrati beni per 20 mln - video

Nuovo colpo al patrimonio economico-finanziario della 'ndrangheta nella Capitale. Acquistavano e gestivano negozi e ristoranti per conto della 'Ndrangheta in zone di prestigio di Roma riciclando capitali delle cosche allo scopo di ripulire denaro di

Mafia: arrestato il boss Filippo Barresi, scovato nel sottotetto - video

E' finita a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, la latitanza del boss Filippo Barresi considerato un esponente di spicco della mafia messinese. Barresi era ricercato dal giugno del 2011, da quando aveva fatto perdere le sue tracce sfuggendo all'arresto nell'ambito dell'operazione antimafia "Gotha". Gli agenti del commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto, in collaborazione con la Squadra mobile di Messina, lo hanno rintracciato nell'abitazione di un complice, arrestato per favoreggiamento. I poliziotti hanno circondato l'edificio, facendo irruzione dalle finestre e scovandolo nel sottotetto mentre il complice si era rifugiato nel box doccia. Filippo Barresi, accusato di associazione mafiosa, era l'unico esponente di vertice delle cosche barcellonesi a essere rimasto in libertà dopo gli arresti del 2011 e, da latitante, continuava a gestirne le strategie criminali. A lui si attribuiscono diversi omicidi commessi tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90; ultimamente, invece, si dedicava a estorsioni e attività imprenditoriali di copertura attraverso alcune società riconducibili a lui e altri esponenti mafiosi. Barresi è stato coinvolto nei principali procedimenti penali nei confronti delle associazioni mafiose operanti nella zona tirrenico-nebroidea della provincia dello Stretto.



Fonte: TMNews
Foto dal video

martedì 29 gennaio 2013

Camorra: estorsioni e raid, 35 misure cautelari clan Falanga - video

Operazione della polizia, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, a Torre del Greco. Sono 35 le ordinanze di custodia cautelare eseguite nei confronti di affiliati al clan camorristico Falanga attivo nella zona vesuviana. Le accuse contestate agli indagati sono, a vario titolo, associazione a delinquere di stampo camorristico ed estorsione a imprenditori, farmacisti e commercianti. Agenti del commissariato di Torre del Greco, diretti da Paolo Esposito, hanno indagato su una serie di estorsioni alle farmacie ed anche ad esercenti di locali pubblici nei quali erano presenti apparecchi di videopoker. Le misure cautelari della custodia in carcere sono state notificate, tra l'altro, al figlio del boss Giuseppe Falanga e alla nuora. Arrestata anche la moglie e nuora del boss, Carmela Cangiano, e l'attuale reggente della cosca, Domenico Gaudino, uscito di prigione nel 2011. Nel corso delle indagini, sono stati accertati gravi episodi di violenza ai danni delle vittime del racket. Nei raid venivano anche distrutte o vandalizzate suppellettili e apparecchiature da gioco. Il clan, poi, sotto la guida di Gaudino, aveva anche impiegato capitali nell'apertura di un circolo ricreativo, il "Club Napoli 1926", intestato a un prestanome, Tullio Garofano, tra gli arrestati, che è stato sottoposto a sequestro con la nomina di un custode giudiziario.





Fonte: AGI
Via: TMNews
Foto dal video

Droga, sequestro 110 kg di cocaina purissima al porto di Gioia Tauro

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, appartenenti al Gico / Sezione Goa e del gruppo della Guardia di Finanza di Gioia Tauro, unitamente ai Funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Ufficio Centrale Antifrode e

Meteo: dopo pioggia e neve, prossimi giorni sole e temperature miti

Il tempo migliorerà già da oggi sensibilmente per la rimonta dell'alta pressione che mercoledì e giovedì occuperà la nostra Penisola, garantendo prevalenza di tempo bello e temperature pomeridiane piuttosto miti. Dopo un inizio di settimana all'insegna del maltempo con piogge e nevicate a bassa quota al Nord, i prossimi giorni infatti, dicono gli esperti di Epson Meteo, saranno caratterizzati da un generale rialzo termico, grazie alla rimonta dell'alta pressione che soprattutto tra mercoledì e giovedì ci regalerà giornate di bel tempo e temperature miti, leggermente al di sopra delle medie stagionali, con valori massimi che al Centro-Sud potrebbero superare i 15 gradi. Anche venerdì dovrebbe resistere il bel tempo mentre nel fine settimana l'arrivo di una nuova perturbazione potrebbe portare un nuovo peggioramento. Nei prossimi giorni anche in montagna sono previste temperature primaverili, con lo 0 termico che sulle Alpi occidentali si raggiungerà a circa 3mila metri di quota (situazione quasi estiva): massima attenzione quindi al rischio valanghe, soprattutto per chi scia fuoripista e attività di alpinismo. In Valpadana, coste dell'alto Adriatico e Valli del Centro da oggi a venerdì le schiarite favoriranno la formazione di nebbie anche molto fitte e insidiose che potrebbero persistere anche nelle ore pomeridiane.

Via: TMNews

Ustica: Dc9 abbattuto da missile, Stato deve risarcire vittime - video

Il DC-9 dell'Itavia, esploso nei cieli di Ustica il 27 giugno 1980, causando la morte delle 81 persone a bordo, fu ragionevolmente abbattuto da un missile, per questo lo Stato dovrà risarcire i familiari delle vittime per non aver saputo garantire, con i controlli radar, la sicurezza dei cieli. E' la conclusione a cui è giunta la Corte di Cassazione che per la prima volta, 33 anni dopo la tragedia, ha messo un punto fermo - sul fronte civile dopo il nulla di fatto dei processi penali - nella ricerca della verità su una delle più oscure ed enigmatiche pagine della storia italiana del 20esimo secolo. Il Tribunale civile di Palermo, condannando in appello i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire i familiari delle vittime con 100 milioni di euro, aveva stabilito che l'aereo fu abbattuto nel corso di una vera e propria azione di guerra nei cieli italiani probabilmente per un "intercettamento realizzato da parte di due caccia di un velivolo militare precedentemente nascostosi nella scia del Dc9 al fine di non essere rilevato dai radar." L'abbattimento, in pratica, sarebbe stata la "diretta conseguenza dell'esplosione di un missile lanciato dagli aerei inseguitori contro l'aereo nascosto". Il Dc9 dell'Itavia attraversò un corridoio di guerra e per questa ragione cadde in mare, abbattuto in seguito ad uno scontro tra jet militari.



Fonte: TMNews

Aviano: disperso un jet F-16 Usa su Adriatico, il Pentagono conferma

L'Us Air Force ha confermato la notizia di aver perso i contatti sull'Adriatico con un F-16 decollato dalla base di Aviano in Friuli. Il pilota è considerato al momento disperso: tecnicamente il suo status è definito "unknown". Si erano persi contatti con un caccia-

lunedì 28 gennaio 2013

Algeria: jihadisti in fuga, forze francesi e maliane a Timbuctu - video

Le truppe francesi e maliane impegnate nell'offensiva contro i ribelli islamisti sono entrate a Timbuctu. L'avanzata della forza internazionale costringe alla ritirata i fondamentalisti che, decimati dagli attacchi aerei francesi, ora controllano solo Kidal, la terza città del nord del Mali. Sabato scorso, le truppe franco-maliane avevano riconquistato Gao e altri villaggi limitrofi. Prima di procedere nell'avanzata, hanno affidato il controllo della città liberate ai 2000 soldati arrivati dal Ciad. Per molti maliani è la fine di 10 mesi di oppressione: "Non ci era consentito di togliere il velo - spiega un'abitante di uno dei villagi liberati - Abbiamo dovuto indossare abiti islamici che ci coprivano dalla testa ai piedi. Altrimenti eravamo costrette a subire per tutto il tempo minacce e violenze". Lontano dal fronte, dall'Etiopia, l'Unione africana ringrazia il governo di Parigi e fa autocritica, deplorando il suo stesso immobilismo di fronte all'emergenza del conflitto. I Paesi dell'Africa occidentale, invece, hanno inviato 6000 uomini a sostegno dell'iniziativa franco-maliana. Timbuctu è situata a nord del fiume Niger, a circa 1.000 km dalla capitale maliana, Bamako. Dal 1998 nella lista dei luoghi considerati dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità, fu fondata tra il V e l'XI secolo dai Tuareg e per secoli fu il luogo di incontro dei nomadi del deserto.


Via: Euronews
Foto dal video

Palermo: pacco bomba ad agente custodia, ma batterie si scaricano

Un pacco bomba è stato recapitato a un sovrintendente della polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Pagliarelli a Palermo. Lo rende noto in un comunicato Mimmo Nicotra, segretario generale dell'Osapp, secondo cui "il pacco sarebbe stato inviato con messo postale già dai primi giorni di gennaio 2013 e tra il personale che l'ha ricevuto e l'ha custodito fino a pochi giorni fa non ha destato alcun sospetto perché nell'indicazione del mittente i mandanti avevano utilizzato la ragione sociale di un sindacato di polizia penitenziaria ed è per questo che sin dall'inizio, si è pensato probabilmente, che si trattasse dei soliti gadget che annualmente si distribuiscono al personale". Nicotra afferma che proprio a causa del lungo tempo trascorso tra la spedizione e l'apertura del pacco, le batterie del detonatore si sono scaricate e l'esplosione perciò non è avvenuta. "Questo episodio - afferma Nicotra - è di una gravità tale che, prima che in sicilia si torni indietro di decenni, lo stato deve porre in essere immediati correttivi al sistema penitenziario prevedendo da subito l'incremento di personale di polizia penitenziaria ed un progressivo sfollamento delle strutture penitenziarie. Questa volta si può parlare fortunatamente di un pacco bomba inesploso ma fino a quando si potrà contare solo sulla buona sorte?".

Via: AGI
Foto dal web

Dramma in seconda categ.: calciatore si accascia in campo e muore

Un calciatore di 34 anni della squadra del Soleto è morto dopo essere stato colto da malore in campo durante la partita contro il Corigliano, campionato di seconda categoria. Alessio Miceli si è accasciato al suolo in un'azione di gioco. Subito soccorso dai compagni e dallo staff della squadra, è stato trasportato all'ospedale di Galatina con un'ambulanza, ma è deceduto nel tragitto. Miceli si è accasciato per due volte in campo, prima di perdere conoscenza. La prima volta sembrava che il giocatore si fosse fermato per allacciarsi una scarpa, poi si è rialzato ma è ricaduto sul manto erboso. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Subito sono scattati i soccorsi ma i tentativi di rianimarlo anche con l'utilizzo anche del defibrillatore sono risultati vani. A provocare il decesso potrebbe essere stato con molta probabilità un aneurisma cerebrale. Lo ha detto il sindaco di Soleto, Elio Serra, dopo aver incontrato lo staff medico della squadra. Impressionante la somiglianza con il dramma di Piermario Morosini. Gli stessi medici hanno parlato di una simili ipotesi nella loro relazione al magistrato di turno, Paola Guglielmi che, in assenza di denunce, non ha disposto l'autopsia consegnando la salma ai familiari. Alessio Miceli era maresciallo dell'Aeronautica in servizio nell'aeroporto militare di Galatina.

Via: TG Com
Foto dal web

domenica 27 gennaio 2013

Scomparso a Torino uno studente universitario marsalese di 26 anni

Non si hanno notizie di lui da alcuni giorni: si tratta di un giovane 26enne, Daniele Giovanni Mancuso, nato il 14 novembre 1986, residente a Marsala ma domiciliato a Torino in quanto studente al Politecnico presso facoltà di Ingegneria aeronautica. A darne notizia è la Questura di Torino, su richiesta della famiglia. Il giovane è alto 1.75 metri circa, di corporatura normale, carnagione chiara e capelli di colore castano chiaro. Le sue tracce si sono perse il 22 gennaio scorso, quando ha contattato il proprio fratello su Facebook. Nel suo appartamento, trovato in ordine, sono rimasti il cellulare, il computer e la bicicletta. Mancuso era venuto a Torino per studiare: stava finendo la specialistica in Ingegneria Aeronautica, al Politecnico. Studente modello, era uscito dal liceo con il massimo dei voti. Poi, a causa di una delusione amorosa, aveva un pò frenato il ritmo. L'ultima segnalazione è di una donna. "L'ho visto alla fermata del pullman in corso Sebastopoli. Mi ha chiesto informazioni sullo sciopero dei mezzi pubblici, poi siamo saliti insieme sull'autobus. Io sono scesa prima, mentre quel ragazzo, tanto gentile, ha proseguito verso Grugliasco". Al momento gli investigatori non escludono nessuna ipotesi. Chiunque avesse notizie è pregato di contattare il Commissariato di Marsala ai numeri: 0923/718811 o 331/3778068.

Fonte: AGI
Via: La Repubblica
Foto: Facebook

Yara/ madre scrive a Napolitano, genitori al gip: non archiviare Fikri

A più di due anni dalla morte di Yara Gambirasio, la madre della ragazzina, Maura Panarese, a dicembre ha scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, denunciando la "scarsa collaborazione degli investigatori con la parte lesa". Lo ha rivelato in esclusiva "Quarto Grado" nella puntata andata in onda venerdì sera. La donna, nella missiva al capo dello Stato, ha espresso le proprie critiche nei confronti di chi ha seguito l'inchiesta. Un'indagine che si è concentrata prima sul cantiere di Mapello, poi sull'ipotetico figlio illegittimo di un autista bergamasco morto da anni, basandosi sull'esame del Dna. La madre di Yara, nello scritto a Napolitano, ha quindi manifestato tutto il proprio dolore e lo sconforto perché, dopo anni di indagini, la figlia non ha ancora avuto giustizia. E la famiglia di Yara Gambirasio si oppone all'archiviazione del fascicolo di Mohammed Fikri, l'operaio marocchino che a tutt'oggi continua ad essere l'unica persona indagata per il rapimento e l'omicidio di Yara Gambirasio. La richiesta è stata presentata dal pm Letizia Ruggeri dopo che il il gip Ezia Maccora aveva richiesto un supplemento d'indagine. I nuovi accertamenti si erano incentrati soprattutto sulla traduzione della frase che il marocchino aveva detto al telefono e che ne aveva giustificato l'arresto.

Vie: TGCom | AGI

Roma, clochard morti carbonizzati per incendio in sottopasso - video

Due clochard sono stati trovati morti carbonizzati la notte tra il 26 e il 27 gennaio in questa via di fuga di uno dei sottopassi del Muro Torto a Roma, non lontano da via Veneto, la famosa strada della Dolce Vita. Antonio Pignataro, dirigente del Commissariato Salario-Parioli, che si occupa delle indagini: "Due persone che avevano tentato di trovare un giaciglio di fortuna e invece accendendo un fuoco hanno trovato la morte". L'ipotesi più probabile, secondo gli inquirenti, è che i due senza tetto, probabilmente di nazionalità somala, a causa del freddo abbiano dato fuoco ad alcuni cartoni per scaldarsi innescando, tuttavia, un incendio che non gli ha lasciato scampo. I clochard sarebbero morti per asfissia a causa del fumo, solo successivamente i loro corpi sarebbero stati carbonizzati dalle fiamme. Quando i vigili del fuoco, avvisati dai passanti, sono giunti sul posto, purtroppo, per loro non c'era più niente da fare. La procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo. Gli accertamenti sono affidati al pubblico ministero Alberto Galanti. Vicino ai corpi sono state trovate coperte e bottiglie di liquore. Nessuna ipotesi di reato al vaglio, per il momento, anche alla luce delle testimonianze secondo le quali le fiamme sarebbero partite dai cartoni accesi. Tra i primi atti della magistratura l'autopsia sui corpi carbonizzati.



Fonte: TMNews
Via: La Repubblica
Foto dal video

Giorno memoria, Modena ricorda sterminio disabili in mostra - video

Nel 1939 Hitler diede il via al Programma di eutanasia per i disabili, denominato "Aktion T4". Causò lo sterminio di 300mila bambini e adulti innocenti in nome della purezza della razza e del risparmio di risorse economiche. Per ricordare le vittime di quella abominevole "prova generale della Shoah" l'associazione Anffas ha organizzato a Modena la mostra "Ricordiamo. Perché non accada mai più", in corso fino al 5 febbraio 2013 al Multicentro educativo. La curatrice, Virginia Reggi. "Finché queste cose hanno delle analogie con l'oggi e non sono definitivamente finite - spiega - perché non sono finite le motivazioni che hanno portato a questo, penso non solo che valga la pena ma che sia indispensabile per tutti sapere. Come è indispensabile la Giornata della memoria per ricordare la Shoah". La mostra è un percorso, rivolto in particolare agli studenti, con pannelli fotografici che ripercorrono i fatti più salienti di quanto avvenne settant'anni fa tra uccisioni, esperimenti e sofferenze inflitte ai malati mentali. "E' soltanto da una memoria del passato - conclude Reggi - che noi possiamo imparare e camminare verso un futuro migliore". Una parte della mostra è dedicata interamente alla propaganda utilizzata dal nazismo per trasformare gli stessi medici in complici dei crimini aberranti commessi sui disabili.



Fonte: TMNews
Foto dal video

Brasile/ incendio in discoteca: è strage di studenti, 232 morti - video

Un incendio di vaste proporzioni nella discoteca Kiss a Santa Maria, nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul, ha causato 232 morti. Al momento della tragedia c'erano circa 300-400 persone. L'Unità di crisi della Farnesina, attraverso il Consolato generale di Porto Alegre, sta verificando, dicono fonti diplomatiche all'Adnkronos, la presenza di cittadini italiani tra le vittime dell'incendio. Nel locale notturno, situato al centro della città, era in corso una festa di studenti quando è scoppiato l'incendio. A provocarlo sarebbe stato un musicista della band che stava suonando sul palco del locale, che avrebbe acceso dei fuochi d'artificio. Una densa nube di fumo si sarebbe sviluppata quando l'isolante acustico che ricopriva le pareti del locale ha preso fuoco. Le fiamme si sarebbero sviluppate rapidamente, provocando il panico. Il locale, che poteva contenere fino a 2.000 persone, disponeva di un'unica uscita. "Uno scenario spaventoso". Così il maggiore Cleberson Braida Bastianello, comandante del Battaglione operazioni speciali (Boe), ha descritto a Radio Gaucha la tragedia. Il governatore dello Stato, Tarso Genro, ha espresso su Twitter il proprio cordoglio, definendo quella odierna una "triste domenica" e assicurando che vengono adottate "misure adeguate" per fronteggiare la tragedia.





Via: Adnkronos
Foto dal web

sabato 26 gennaio 2013

Appalti bus/ sei indagati: avviata la rogatoria, bufera su Campidoglio

Gli inquirenti della procura di Roma stanno avviando una rogatoria in Svizzera per chiarire i movimenti di fondi usati per la presunta tangente destinata all'acquisto di 45 filobus. I conti che saranno oggetto delle verifiche dei militari della Gdf, nucleo speciale di polizia valutaria, sono oggetto di accertamento dopo le dichiarazioni dell'imprenditore Edoardo D'Incà Levis e dell'ex ad di Breda Menarini, Roberto Ceraudo. Nell'inchiesta del pm Paolo Ielo sono coinvolte sei persone: oltre a Riccardo Mancini, Ceraudo e D'Incà Levis, anche Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, l'ex consulente esterno del colosso, Lorenzo Cola, e il commercialista Marco Iannilli. L'appalto, secondo la procura, sarebbe legato ad una mazzetta da oltre 700mila euro ed è un imprenditore di Verona, residente a Praga da 40 anni, Edoardo D'Incà Levis, che, davanti al pm Paolo Ielo, ha tirato in ballo la segreteria del sindaco di Roma Gianni Alemanno. Nel corso di una conversazione skype del giugno 2009 "Ceraudo fece riferimento alla 'segreteria di Alemanno' come destinataria delle risorse finanziarie. Non precisò, nè io chiesi, se la segreteria di Alemanno fosse destinataria di tutto o di parte delle risorse", ha affermato l'8 gennaio scorso, durante l'interrogatorio di garanzia, l'imprenditore di 59 anni.

Via: TMNews
Foto dal web

Ritorno di Fabrizio Corona: l'aereo, i fan, la partenza in auto - video

Una giornata particolare per Fabrizio Corona, il controverso fotografo che ora dovrà scontare una condanna definitiva a 5 anni per estorsione ai danni del calciatore David Trezeguet. L'aereo della compagnia portoghese Tap che lo ha riportato in Italia da Lisbona, la capitale del Portogallo dove mercoledì scorso si era consegnato alla polizia, è atterrato ieri a Malpensa e le forze dell'ordine hanno prelevato Corona direttamente sulla pista dello scalo varesino. Ma ad attenderlo in aeroporto non c'erano solo le manette, ma anche i suoi supporter. Alla fine, la lunga giornata che ha portato Corona in carcere a Busto Arsizio, ha visto anche la partenza in auto dalla Malpensa, una scena che, tra vetri oscurati e auto di grossa cilindrata, sembra del tutto in linea con la vita del fotografo, anche se a guidare, questa volta, non è lui. "Se Fabrizio Corona dovrà scontare la sua pena in lavori socialmente utili, Diano Marina sarà felice di accoglierlo e di dargli l'opportunità di recuperare il suo debito nei confronti della società". Lo ha affermato in una nota il sindaco della cittadina ligure, Giacomo Chiappori. "Ovviamente - ha sottolineato il primo cittadino - non condivido nulla di ciò che Corona ha fatto e per cui è stato condannato ma vorrei dirgli che se lo mandano da noi sarà meglio che andare in vacanza in Portogallo".



Fonte: TMNews
Via: Virgilio
Foto dal video

Torino: ennesimo dentista abusivo privo di titolo, denunciato - video

Effettuava la professione di dentista nel suo studio, adiacente all'abitazione della madre in provincia di Torino; aveva code di pazienti, ai quali prescriveva cure e medicinali conservando faldoni di documenti con dati sensibili relativi alle loro condizioni cliniche. L'unico particolare è che il "dentista" in questione era totalmente abusivo. Non aveva alcun titolo professionale per esercitare. E' stato colto in flagranza di reato dai militari della Guardia di Finanza, che lo hanno sorpreso con gli strumenti del mestiere in mano, mentre curava un paziente. Il sedicente professionista è stato denunciato all'autorità giudiziaria per esercizio abusivo della professione medica, svolta peraltro in condizioni igienico-sanitarie precarie. Nel corso dell'operazione è stato sequestrato il locale adibito a studio medico, le attrezzature utilizzate per l'esercizio della professione, numerosi protesi, siringhe ed attrezzature medicali. Inoltre, nei locali perquisiti è stata trovata molta documentazione medico-sanitaria di ignari pazienti, i quali sono stati chiamati a raccontare ai militari che tipo di terapia o trattamento avessero ricevuto, confermando di essersi avvalsi delle prestazioni odontoiatriche del falso dentista. Le indagini proseguono per quantificare i proventi illeciti conseguiti nell'esercizio della professione illegale.


Fonte: TMNews
Via: Libero Quotidiano
Foto dal video

Anno giudiziario, Santacroce: depenalizzazione ampia di reati minori

"A risorse invariate sarebbe quanto mai indispensabile porre mano a una più ampia e penetrante opera di depenalizzazione degli illeciti minori, sottraendoli alla macchina del processo che andrebbe riservata ai reati più gravi". Questo l'auspicio fatto dal presidente della corte d'appello di Roma, Giorgio Santacroce, in un passaggio della sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Il magistrato sottolinea che "altrettanto condivisi sono la necessità di un diritto penale minimo, con pene alternative alla detenzione, efficaci quanto e forse più del carcere, e uno studio, finalmente deciso e convinto, sulla possibilità di introdurre temperamenti dell'obbligatorietà dell'azione penale". Il "vizio d'origine" è la "tendenza della politica a strumentalizzare ogni criticità socio-economica trasformando in reato ogni fatto che abbia un minimo disvalore sociale, allestendo un processo e applicando una pena". Così il presidente Giorgio Santacroce ripete che in un sistema di azione penale obbligatoria "si finisce per affidare all'iniziativa dei pubblici ministeri la risposta ad ogni problema sociale (dalla malattia mentale all'immigrazione, fino alla lotta alla droga), inceppando un meccanismo processuale che già non funziona, per finire poi col lamentarsi dell'eccesso di potere della magistratura inquirente".

Fonte: TMNews
Foto dal web

Giorno della memoria, il 29/01 studenti al Quirinale per celebrazione

Sarà celebrato martedì 29 gennaio, alla presenza del Presidente della Repubblica, il "Giorno della Memoria" istituito con la legge 20 luglio 2000 n. 211, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Lo si legge in una nota del Quirinale. Anche se la ricorrenza è il 27 gennaio, che quest'anno cade di domenica, la celebrazione al Quirinale è stata fissata il martedì successivo per favorire e organizzare la più ampia partecipazione degli studenti di tutta Italia, tenendo conto dell'esigenza indicata dalla legge. Del resto, la cerimonia sarà caratterizzata dalle testimonianze di alcuni studenti che hanno partecipato al "Viaggio della memoria" organizzato dal MIUR e dall'UCEI e dalla premiazione delle scuole vincitrici del concorso "I giovani ricordano la Shoah" (XI edizione). La giornata, condotta da Ferruccio de Bortoli in qualità di presidente della "Fondazione Memoriale della Shoah di Milano" che ricorderà anche la inaugurazione del 27 gennaio del Memoriale di Milano nello spazio del binario 21 della Stazione centrale, prevede gli interventi del Ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, e del Presidente dell'UCEI, Renzo Gattegna. La manifestazione potrà essere seguita in diretta sul sito internet della Presidenza della Repubblica.

Via: Quirinale

Egitto: due anni da rivoluzione ancora scontri, oltre 100 feriti - video

Due anni dopo la rivoluzione egiziana, è ancora la rabbia ad animare le celebrazioni in piazza Tahrir. Nel secondo anniversario dalla caduta di Hosni Mubarak, i nuovi nemici sono il presidente Mohamed Morsi e i Fratelli musulmani. L'opposizione

venerdì 25 gennaio 2013

Scossa magnitudo 4,8 in Toscana, avvertita anche a Milano - mappa

Un terremoto di magnitudo 4,8 sulla scala Richter è avvenuto a circa 35 Km a Nord di Lucca. Il terremoto è stato avvertito in Toscana ed Emilia Romagna, fino a tutta la Pianura Padana. Il sisma è avvenuto alle 15.48 ed ha avuto epicentro in Garfagnana, secondo

Mafia, sequestro beni a sorella e cognato di Messina Denaro - video

La sorella e il cognato del boss latitante Matteo Messina Denaro nel mirino degli inquirenti. Le Direzioni Investigative Antimafia di Palermo e Trapani hanno sequestrato loro beni del valore di centinaia di migliaia di euro. L'operazione ha riguardato la zona di Castelvetrano, città natale del boss ritenuto il capo dei capi di Cosa Nostra, latitante ormai da 20 anni. Fra i beni sequestrati ci sono auto, conti bancari, fabbricati e ditte fra cui quella di pulizia intestata al cognato Vincenzo Panicola, ritenuto il postino che si occupava di far arrivare i pizzini a Denaro e attualmente in carcere perché considerato nell'organico del mandamento mafioso di Castelvetrano. La Vieffegi Service Srl operava nel centrocommerciale "Belicittà", di proprietà Giuseppe Grigoli, per gli inquirenti prestanome di Messina Denaro, al quale erano già stati sequestrati beni per 700 milioni di euro. Il 30 novembre scorso beni per un valore di 150mila euro erano stati sequestrati a Gaspare Como, 45 anni, cognato del latitante. I beni ora sequestrati sono intestati a un'altra sorella del boss, Anna Patrizia Messina Denaro, e a suo marito, Vincenzo Panicola, 43 anni, detenuto per mafia.  La misura patrimoniale è stata disposta dal Tribunale di Trapani, su proposta del procuratore aggiunto della Dda di Palermo e del sostituto Paolo Guido.



Via: TMNews
Foto dal video

giovedì 24 gennaio 2013

MPS: sconcerto per strumentalizzazione, MEF fa punto su stato aiuti

Banca Monte dei Paschi esprime "sconcerto per la strumentalizzazione e gli attacchi alla banca" e sottolinea che la situazione è completamente sotto controllo. "Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, riunito oggi in seduta ordinaria, - si legge nella nota al termine della riunione - prendendo atto delle continue esternazioni da parte di numerosi personaggi pubblici ed esponenti politici tese a strumentalizzare le vicende legate all'emissione dei Nuovi Strumenti Finanziari, esprime il suo profondo sconcerto per la leggerezza con la quale viene trattato il tema della ricapitalizzazione della Banca. Anche la vicenda della ristrutturazione del portafoglio titoli, avviata su iniziativa di Mps stessa e non da soggetti terzi, viene descritta con toni e termini assolutamente inappropriati che ingenerano nel pubblico e nel mercato una percezione di instabilità e di rischio che non sussiste alla luce della piena e normale operatività della Banca". Intanto il Ministero dell'Economia ha specificato in un comunicato che gli aiuti del Mef al Monte dei Paschi di Siena non sono stati sottoscritti "perchè non si sono ancora verificate alcune delle condizioni necessarie per completare l'operazione". Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli è pronto a riferire alle Camere sulla vicenda MPS.

Vie: Monte dei Paschi | Ministero delle Finanze
Foto dal web

Napoli: arrestati estremisti di destra, anche figlia ex senatore - video

A Napoli operazione dei carabinieri del Ros, per l'esecuzione di dieci provvedimenti cautelari, emessi su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di esponenti dell'estrema destra partenopea, ritenuti responsabili, tra l'altro, di

Maltempo: è arrivata CALIPSO, neve e temporali in tutta Italia - video

Nevica in Piemonte e in modo insistente sul Cuneese, a bassa quota in Liguria, temporali colpiscono la Sardegna e il Lazio fino alla Capitale. Sono le avvisaglie di un forte peggioramento causato dal ciclone CALIPSO, ben visibile già dal satellite con il suo occhio ad ovest della Corsica, che è alimentato da due masse d’aria eterogenee cioè diverse tra loro: aria calda ed umida da sud che entra in contatto con aria più fredda dall’Europa dell'est, creando forti contrasti. Temporali violenti e grandinate si abbatteranno sulla Campania e sulla Sicilia e la neve imbiancherà anche le colline del nuorese in Sardegna. Oggi CALIPSO imperverserà su tutte le regioni, con piogge al nord sull’Emilia Romagna e neve in Emilia a bassissime quote fino a 100-200m, temporali continueranno al sud e sulle Isole Maggiori, andrà meglio solo tra Toscana e Lazio. Successivamente l’arrivo di correnti fredde di Balcani provocheranno un tempo instabile su tutto il versante adriatico con nevicate che da Venerdì scenderanno di quota fino ai 100m-200m, temporali continueranno al sud e tra le Isole Maggiori, mentre nel Weekend estese gelate interesseranno gran parte del nord , della Toscana e dell’Umbria. Una nuova fase di maltempo è attesa la prossima settimana soprattutto tra la Sardegna e la Sicilia.




Fonte: Il Meteo
Via: ANSA
Foto: Il Meteo

Ilva: azienda pronta a chiedere cassa integrazione, 7-8.000 a rischio

C'è il concreto rischio di un ricorso alla cassa integrazione per 7-8mila lavoratori all'Ilva di Taranto. Il dato è emerso nel corso dell'incontro che si è svolto ieri in Prefettura a Taranto, presente il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. Lo stesso ministro, pur non fornendo numeri al riguardo, ha detto che "sta per essere presentata una richiesta importante di cassa integrazione da parte dell'azienda". A margine della conferenza stampa, Clini ha affermato che si continuerà a lavorare nelle prossime ore per cercare una soluzione. L'ipotesi che sembrerebbe prefigurarsi è quella di un parziale sblocco dei prodotti a fronte del versamento di un deposito cauzionale da parte dell'Ilva. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che ha detto di non rassegnarsi all'idea che all'emergenza ambientale di Taranto si sommi anche la deriva produttiva del più grande siderurgico d'Europa. Intanto, la procura di Taranto ha dato parere negativo all'istanza presentata dall'Ilva con la quale si chiedeva il dissequestro dell'acciaio sequestrato per poter pagare gli stipendi e gli interventi di bonifica. Si attende adesso la decisione della Consulta a cui si è rivolta la magistratura tarantina per far dichiarare l'illegittimità costituzionale della legge 231 del 24 dicembre 2012.

Via: AGI
Foto dal web

Roma: favori in cambio di sesso, arrestato pubblico ministero - video

E' stata formalizzata la procedura di sospensione dal servizio per il sostituto procuratore della Repubblica di Roma Roberto Staffa, arrestato ieri su mandato della procura di Perugia perché accusato di aver chiesto prestazioni sessuali in cambio di favori. Si tratta, si fa notare in ambienti del ministero della Giustizia, di una procedura burocratica automatica in casi di questo genere. Secondo una delle contestazioni presenti nell'ordinanza di custodia di custodia cautelare del pm romano accusato di concussione, corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio, "Staffa ha avuto un incontro sessuale con una donna nel suo ufficio alla procura". Il rapporto, secondo gli inquirenti, sarebbe avvenuto in relazione alla concessione di un permesso di colloquio con un detenuto. "Molte delle circostanze riportate - si spiega - sono suffragate dalle immagini di una microtelecamera che era stata piazzata nello studio dell'indagato". "La violazione della legge da parte dei magistrati compromette la giurisdizione e la credibilità dell'ordine giudiziario", ha affermato l'Anm. L'ordinanza, eseguita dai carabinieri, è stata emessa dal gip del tribunale di Perugia. Ad avviare gli accertamenti sarebbe stato un pubblico ministero della Capitale che avrebbe poi inviato, per competenza, un'informativa ai colleghi di Perugia.



Via: TMNews
Foto dal web

Principe Harry racconta: in Afghanistan ho ucciso dei talebani - video

"Prendi una vita per salvarne un'altra, è il principio a cui ci ispiriamo: se c'è qualcuno che vuole fare del male ai nostri ragazzi, lo mettiamo fuori gioco". Il principe Harry d'Inghilterra racconta la sua esperienza in Afghanistan, 20 settimane da co-pilota degli elicotteri

Mafia: sequestrati beni per un valore di 1,2 milioni a esponente clan

La Dia di Catania ha eseguito un sequestro di beni riconducibili a Salvatore Rapisarda, esponente di rilievo del clan mafioso ''Pillera - Cappello''. Si tratta di una società di costruzioni, beni mobili registrati e immobili per un valore di circa 1.200.000 euro. Salvatore Rapisarda era già stato colpito, nel febbraio dell'anno scorso, da un provvedimento analogo emesso dal Tribunale di Catania - Sezione Penale M.P. - nell'ambito di un procedimento per l'applicazione di misure di prevenzione antimafia istruito su proposta del Direttore della Dia, che aveva consentito di sottoporre a sequestro un rilevante patrimonio immobiliare e societario fittiziamente intestato a figli e parenti. Ulteriori approfondimenti di carattere reddituale e patrimoniale effettuati dal Centro Operativo Dia di Catania su richiesta della Dda di Catania, hanno fatto emergere, anche in questa occasione, profili sperequativi tra i redditi dichiarati dal nucleo familiare del Rapisarda nelle ultime annualità e le acquisizioni patrimoniali effettuate nello stesso periodo, per cui il Tribunale, alla luce delle disposizioni contenute nel Testo Unico antimafia, ha disposto il sequestro di tali acquisizioni patrimoniali costituite dall'intero compendio aziendale di una società di costruzione, da alcune unità immobiliari e da un'autovettura personale.

Via: ASCA
Foto da video

mercoledì 23 gennaio 2013

Crisi: redditi a livelli di 27 anni fa, -100mila aziende nel 2012 - video

Consumi indietro di 15 anni e reddito disponibile che torna indietro di 27 anni. Rete Imprese Italia fa un'analisi impietosa della crisi che ha colpito il nostro Paese: il reddito disponibile reale pro capite è passato dai 18.216 euro del 2011 ai 17.337 euro del 2012, ovvero il 4,8% in meno, mentre i consumi reali pro capite sono passati dai 16.650 euro del 2011 ai 15.920 euro del 2012, il 4,4% in meno. Secondo Rete Imprese il reddito disponibile reale pro capite potrebbe scendere a 16.955 euro, mentre i consumi reali pro capite potrebbero scendere a 15.695 euro. Dall'analisi emerge poi il dato sulla 'scomparsa' di 100 mila aziende nel periodo 2011-2012. Il saldo - tra nuove iscrizioni e cessazioni - di aziende nei servizi di mercato nel periodo gennaio-settembre 2011 è negativo per -41.347. Stessa sorte nel periodo gennaio-settembre 2012: qui il saldo negativo sale a -53.234. A questo si aggiungono le aziende dell'artigianato: nel periodo gennaio-settembre 2011 il saldo è negativo per -10.179 imprese, mentre nel periodo gennaio-settembre 2012 il saldo negativo è -16.912. La pressione fiscale effettiva, invece, salirà nel 2013 a quota 56,1%, rispetto al 46,3% della pressione fiscale apparente. Nel 2012 il carico di tasse e aliquote varie per i cittadini in regola con il fisco è stata - secondo lo studio - pari al 55,2%.



Via: Adnkronos
Foto dal web

Lisbona/ arresto Corona: mi sto consegnando, tradito da Gps - audio

Fabrizio Corona, ricercato da giorni dopo la condanna in Cassazione, si è costituito a Lisbona dove già si trovava personale della Squadra Mobile di Milano sulle sue tracce subito dopo la fuga. Ora l'ex fotografo dei vip sarà riportato in Italia dove per lui si apriranno le porte del carcere: dovrà scontare 7 anni e 10 mesi. La telefonata dal Portogallo, dopo quattro giorni di latitanza: ''Mi sto consegnando spontaneamente alle autorità''. Dopo aver fatto perdere le sue tracce a Milano, l'ex fotografo dei vip - vistosi braccato - ha anticipato l'arresto consegnandosi agli agenti portoghesi; questa è la versione della polizia. A quanto si apprende sarebbe stato arrestato alla stazione di Monte Abraham, in località Queluz, periferia di Lisbona. Secondo chi l'ha visto, il fotografo è apparso avvilito e sconfortato. È inseguito da un mandato di cattura internazionale. Gli agenti della Mobile di Milano, da quanto si apprende, erano in Portogallo già da alcuni giorni. "Più che costituito, si è arreso", è il commento che arriva dai vertici della Questura milanese. L'ex paparazzo è stato individuato anche grazie al gps dell'antifurto dell'auto, una Fiat 500, con cui si era allontanato da Milano. Si era procurato un navigatore satellitare due giorni prima di sparire: questo farebbe pensare che l'ex fotografo dei vip si stesse tenendo pronto per la fuga.



Via: Adnkronos
Foto dal web

'Ndrangheta/ video slot: 29 arresti, sequestro beni per 90 mln - video

I finanzieri del Comando Provinciale di Bologna hanno eseguito oggi 29 ordinanze di custodia e il sequestro di beni per oltre 90 milioni di euro nei confronti di appartenenti ad un'associazione a delinquere e altri fiancheggiatori capeggiata dal boss ndranghetista Nicola Femia, che dalla provincia di Ravenna dirigeva sul territorio nazionale ed estero, anche attraverso modalità tipicamente mafiose, un'intensa attività illecita nel settore del gioco on line e delle Video Slot manomesse. L'indagine, iniziata nel 2010, ha preso l'avvio da un episodio di sequestro di persona perpetrato da alcuni componenti del gruppo criminale ed è stata condotta dai finanzieri del Gico di Bologna sotto la direzione della Dda felsinea, con il supporto dei colleghi dello Scico. Le 29 ordinanze restrittive, 18 delle quali in carcere, hanno riguardato anche 3 appartenenti a Forze di Polizia in servizio e in congedo ed hanno comportato l'esecuzione di oltre 150 perquisizioni presso il domicilio dei soggetti indagati e numerose sale da gioco, utilizzate per collocare le Video slot manomesse o consentire il collegamento con i siti di gioco on line illegali. Nel corso dell'indagine sono state intercettate oltre 250 utenze telefoniche e telematiche nonché svolte molteplici attività di pedinamento, osservazione e controllo.


Via: Guardia di Finanza
Foto dal video

Criminalità: Istat, reati in aumento ma diminuiscono omicidi di mafia

Diminuiscono i delitti di mafia, aumentano i reati contro la proprietà, forse collegabili in qualche modo anche al persistere della crisi economica. Sono questi i due dati essenziali sul tema della sicurezza e della criminalità, contenuti nella pubblicazione Noi Italia presentata ieri dal presidente dell'Istat Enrico Giovannini, nella sede dell'Istat. In particolare, nel 2011 è proseguita la diminuzione degli omicidi di matrice mafiosa, mentre si registra in generale una lieve ripresa degli omicidi volontari, sia consumati sia tentati, dopo il minimo storico toccato l'anno precedente. In ogni caso, l'Italia si colloca al di sotto della media Ue, con 1,0 contro 1,2 omicidi volontari ogni centomila abitanti. Aumentano invece altri reati come le rapine e i furti. Alle autorità sono state denunciate oltre 40.000 rapine, pari a 66,8 sempre ogni centomila abitanti, con un valore minimo di 34,2 nel Nord-Est e massimo di 86,7 nel Mezzogiorno. Quanto ai furti denunciati, sono stati oltre 1.460.000 con un aumento del 10,2% rispetto ai dati del 2010. Passando alle cifre sull'azione penale, nel 2010 è iniziata per 1.004 persone ogni centomila abitanti, dunque circa uno ogni cento; l'archiviazione ha interessato invece, 1.072 persone. I condannati sono stati 229.813, pari a 380 persone ogni centomila abitanti (meno 11,3% rispetto all'anno precedente). Furti e violazioni di leggi in materia di stupefacenti sono i delitti per i quali si e' registrato il maggior numero di condannati. In generale, il 26,4% delle famiglie italiane segnala rischi di criminalita' nella zona in cui vive, un dato sostanzialmente stabile per quanto riguarda la cosiddetta 'percezione' di sicurezza.

Fonte: Adnkronos
Via: TG1 Rai

martedì 22 gennaio 2013

Appalti truccati: 16 arresti a Milano per corruzione e turbativa d'asta

Sedici persone sono state arrestate questa mattina a Milano nell'ambito di un'inchiesta della Procura con al centro presunti appalti truccati sul noleggio di auto. I reati al centro dell'inchiesta sono quelli di corruzione e turbativa d'asta. Tra gli arrestati (9 ai domiciliari, 7 in carcere), figurano diversi componenti della Compagnia delle Opere di Saronno. L'inchiesta, nata nel dicembre 2009 su una gara d'appello dell'Aler, ha consentito di ricostruire i meccanismi illeciti che, in più anni, hanno riguardato bandi di gare per oltre 10 milioni di euro per appalti Aler, Icp (Istituti tecnici di perfezionamento), l'ospedale di Vimercate, la Metropolitana Milanese, Ferrovie Nord Milano, Comune di Como e di Castellanza. In una nota diffusa dei carabinieri si spiega: "L'indagine ha consentito di evidenziare le connivenze esistenti tra imprenditori operanti nel campo del noleggio a lungo termine di automezzi e amministratori di diversi enti pubblici lombardi (Aler, Metropolitana Milanese, Ferrovie Nord Milano), grazie alle quali è stata pilotata - tra il 2006 e il 2012 - l’aggiudicazione di molteplici gare d'appalto bandite per l'approvvigionamento del parco automezzi degli enti e per la sua gestione". Spunta anche il nome di Roberto Formigoni nell'ordinanza di custodia emessa dal gip di Milano. Il governatore lombardo non è però indagato.

Via: Adnkronos
Foto archivio

Bruno Arena: in prognosi riservata, dopo intervento i medici sperano

Resta ancora riservata la prognosi per Bruno Arena, il comico del duo Fichi d'India, ricoverato da venerdì sera al reparto di neurorianimazione dell'ospedale San Raffaele di Milano per un'emorragia celebrale che lo ha colpito al termine della sua esibizione durante la registrazione della seconda puntata del programma  di  Zelig, registrato giovedì scorso. Trasportato all'Ospedale San Raffaele gli è stata riscontrata un'emorragia cerebrale dovuta ad aneurisma. I medici hanno deciso per l'intervento, poi comunicato come riuscito e si ritengono ottimisti. Attualmente Bruno Arena, 56 anni, è in rianimazione post-operatoria con prognosi riservata. Le sue condizioni sono stabili. Il comico era stato male subito dopo la registrazione della puntata di giovedì scorso. Intanto il partner di lavoro Massimiliano Cavallari ieri ha scritto rivolgendosi ai fan sul suo profilo Facebook: "Oggi l'ho visto, ho mandato i saluti di tutti voi. Gli ho stretto la mano e mi ha sorriso... Vigliacco". "Bruno è in coma, le sue condizioni sono stazionarie e già questa è una buona notizia - dicono dall'ufficio stampa - Ma è in stato di incoscienza e ci vorranno ancora alcuni giorni per conoscere eventuali conseguenze". Intanto le prossime tappe del tour che i Fichi d'India stavano portando in giro per l'Italia, sono state momentaneamente sospese.

Via: AGI
Foto: Facebook

Bulgaria: fallito attentato contro leader del partito minoranza - video

Fallito attentato a Sofia contro Ahmed Dogan, leader del Movimento per diritti e libertà (Dps, destra liberale), il partito della minoranza turca in Bulgaria. Nel corso della conferenza annuale del partito, al momento in cui Dogan stava pronunciando il suo discorso davanti ai delegati, un uomo con precedenti criminali - il 25enne Oktay Enimehmedov di etnia turca - è salito sul podio ed ha puntato un'arma contro l'oratore. Alcuni dei delegati e le guardie del corpo sono intervenuti tempestivamente ed hanno immobilizzato l'aggressore, mentre Dogan è rimasto illeso. Più tardi la polizia ha comunicato che l'attentatore aveva addosso anche due coltelli. Poco dopo l'incidente, il vicepresidente di Dps, Lyutvi Mestan, ha letto davanti ai giornalisti una dichiarazione nella quale, tra l'altro, ha definito l'accaduto "una mostruosa manifestazione della politica dell'odio". Il deputato socialista Anton Kutev ha invece avanzato alla Radio nazionale bulgara l'ipotesi che l'attentato a Dogan sia "stato una messa in scena i cui moventi andrebbero cercati nelle lotte intestine" in seno al Dps. L'arma che portava  Oktai Enimehmedov era una pistola a gas. La pistola a gas è considerata un'arma non letale ma, secondo gli esperti, se i colpi vengono esplosi a distanza ravvicinata, possono provocare ferite mortali.


Via: TG Com
Foto dal web
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...