venerdì 28 febbraio 2014

Modena: stroncato traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi - video

La Guardia di finanza di Modena ha smantellato un'organizzazione, con base nel Modenese e ramificazioni in altre zone d'Italia, dedita a un vasto traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi dall'Italia verso l'Africa. Le indagini dell'operazione "Clean Up" hanno interessato soprattutto il Nord Italia. Quattro persone sono agli arresti domiciliari, 41 le denunce, sequestrati quattro siti di stoccaggio in Emilia Romagna e i veicoli usati per l’attività illecita. Per superare i controlli doganali erano state costituite due Onlus per garantire una copertura formale ai traffici. Le Fiamme gialle hanno scoperto che trasportatori, spedizionieri doganali, facchini, gruisti e altre figure professionali, avvalendosi delle proprie strutture aziendali, spedivano verso l'Africa tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, stipati all'interno di container. L'operazione "Clean up", avviata a giugno 2012 e coordinata dalla Dda di Bologna, hanno permesso di individuare i quattro siti di stoccaggio, ubicati principalmente nel modenese, nei quali venivano sversati materiali tecnologici obsoleti (monitor, pc, stampanti), oltre a migliaia di elettrodomestici, autovetture demolite e radiate dal Pra, batterie per veicoli esauste, estintori, pneumatici per auto, che successivamente venivano caricati sui container imbarcati al porto di Genova con destinazione Africa (prevalentemente Ghana e Nigeria).



Via: Il Fatto Quotidiano
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Quirinale, in mostra oltre 100 tesori recuperati dai carabinieri - video

In mostra al Quirinale oltre 100 reperti archeologici rubati che i Carabinieri hanno recuperato offrendoli di nuovo alla comunità scientifica ed all'ammirazione del pubblico. I capolavori coprono più di due millenni della storia d'Italia. Tra le opere da segnalare in particolare una ventina di urne funerarie etrusche. "Queste urne - ha detto Valentina Nicolucci, curatrice per l'archeologia per la Fondazione Sorgente Group - provengono da uno scavo effettuato nella costruzione di una moderna abitazione a Perugia. Le ruspe hanno raggiunto e sventrato un mausoleo etrusco risalente al III-I secolo A.C.; invece di avvertire la Soprintendenza, i responsabili del cantiere hanno cercato di smerciare i reperti. Ma una segnalazione della Soprintendenza dell'Umbria, ha permesso ai Carabinieri di intercettare le opere". La mostra è promossa dalla presidenza della Repubblica in collaborazione con il Ministero delle Attività Culturali e del Turismo, con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e con la collaborazione dell'associazione Civita. E' visitabile nel palazzo del Quirinale con ingresso gratuito tutti i giorni fino al 16 marzo. I visitatori possono accedere alla mostra con ingresso gratuito e senza bisogno di prenotazione, nei giorni feriali da martedì a sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30. L'orario di apertura domenicale è dalle ore 8.30 alle ore 12.00.


Fonte: TMNews
Via: Quirinale
Immagini: Dailymotion

Prostituzione nei centri massaggio, 15 locali chiusi e 4 arresti - video

La polizia di Forlì-Cesena ha arrestato in flagranza di reato quattro cittadini cinesi ed effettuato 40 perquisizioni presso 15 centri di massaggi orientali e presso le abitazioni di 19 soggetti indagati per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e dell'immigrazione clandestina. Le indagini sono state avviate la scorsa estate ed hanno consentito di individuare e chiudere, sottoponendoli a sequestro penale, i 15 centri massaggi, gestiti da 18 cittadini cinesi e una italiana attualmente indagati, nei quali venivano fatte prostituire giovani donne che, talvolta, erano sprovviste del regolare permesso di soggiorno. Contestata ai titolari/gerenti degli esercizi commerciali la tolleranza abituale di persone che esercitano la prostituzione all'interno di un luogo aperto al pubblico, il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione in danno di più persone e in costanza di rapporto di impiego. L'operazione denominata "Dummy Massage", che ha visto impiegato personale della Squadra mobile della questura di Forlì Cesena, del locale commissariato ed unità operative del reparto Prevenzione crimine Emilia Romagna, si inquadra nell'ambito del "Progetto Dragone", coordinato dallo Sco della polizia di Stato, finalizzato a contrastare, sull'intero territorio nazionale, le diverse forme di criminalità riconducibili alle consorterie malavitose cinesi.

Via: ASCA
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Blitz anti usura Time waster nel tarantino, eseguiti 21 arresti - video

Militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Taranto, su disposizione del Gip presso il locale Tribunale, hanno eseguito 21 ordinanze di custodia cautelare, delle quali 17 in carcere e 4 ai domiciliari, per il reato di usura. Le indagini sono scaturite a seguito di tre denunce rese nell'anno 2011 da un professionista tarantino il quale, trovandosi in uno stato di disagio economico, si era rivolto al 48enne tarantino B.E., dal quale aveva ricevuto denaro contante ad alti tassi di interesse per la restituzione. Solitamente il predetto B.E., per le movimentazioni di denaro, utilizzava una valigetta tipo "72 ore". La conseguente attività investigativa delle Fiamme Gialle ha consentito di acquisire elementi certi sull'attività usuraria di B.E. e di individuare, attraverso intercettazioni telefoniche anche nei confronti di un imprenditore tarantino anch'esso usurato dal medesimo B.E., altre 20 persone, in gran parte residenti nel capoluogo jonico. Attraverso attente attività di osservazione e pedinamento degli indagati si è giunti all'esatta identificazione di tutte le persone coinvolte e l'esame delle documentazioni bancarie ed extracontabili acquisite agli atti hanno consentito di ricostruire flussi finanziari di ingenti somme di denaro, quantificati in circa 3,5 milioni di euro. La Finanza ha anche accertato che gli interessi di natura usuraria applicati variavano da un tasso annuo del 70% ad uno del 270%.


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Ventimiglia: baby squillo per integrare la paghetta, 5 indagati - video

Si sono ispirate alle baby prostitute dei Parioli ma si sono ritrovate in un giro più grande di loro. L'idea di prostituirsi tre amiche minorenni liguri che hanno tra i 14 e 15 anni, era venuta un mese fa. Il loro obiettivo di integrare la paghetta, cedendosi qualche sfizio e qualche serata in discoteca in più è tuttavia evaporato in fretta: un cliente prima di consumare il rapporto li ha denunciate alla Polizia di Ventimiglia. Le amiche avevano scelto un sito internet d'incontri e nomi falsi per i loro appuntamenti. A contattarle soprattutto uomini sposati con figlie coetanee delle ragazze. Sono cinque le persone indagate. Gli agenti hanno sequestrato i personal computer, i telefonini delle ragazze, per risalire ai clienti che rischiano pene tra i 6 e 12 anni. Gli incontri proibiti al prezzo di 30-50 euro si verificavano nelle auto dei clienti nella provincia d'Imperia. I genitori delle ragazze e i loro amici ignoravano la doppia vita delle studentesse, tutte di buona famiglia. "Quando ho visto che era una bambina, mi si è gelato il sangue e sono scappato". Lo ha detto alla polizia il trentenne che ha denunciato il caso delle baby prostitute che si vendevano nell'estremo ponente ligure. L'uomo aveva risposto a un annuncio su internet. "Quella ragazzina non l'ho fatta neppure salire in auto", ha aggiunto ai poliziotti. Le indagini, del commissariato di Ventimiglia, sono coordinate dalla procura dei Minori di Genova.


Fonte: SkyTg24
Via: ANSA
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giovedì 27 febbraio 2014

'Ndrangheta: arrestati un avvocato e due funzionari di polizia - video

La notizia è arrivata davvero come un fulmine a ciel sereno: in manette stavolta sono finiti due noti poliziotti e un rinomato avvocato. E altri professionisti sarebbero indagati, tra cui un terzo agente di polizia. Gli arrestati sono l'ex capo della Squadra Mobile di

Schettino torna a bordo della Concordia: sopralluogo tecnico - video

"Sulla nave sono andato a dare il contributo tecnico di comandante ai miei consulenti tecnici". Francesco Schettino torna all'isola del Giglio, sul luogo del naufragio della Costa Concordia, il 13 gennaio 2012. È il comandante stesso a spiegare il motivo del ritorno sulla nave da crociera: un sopralluogo stabilito dalla magistratura per spiegare il funzionamento dei sistemi complessi della nave, come dice il suo avvocato Domenico Pepe: "Sapere dove sono le valvole o gli interruttori del gruppo elettrogeno di emergenza, cosa avrebbe dovuto fare e che non ha fatto e perchè, e nello stesso tempo verificare con il comandante cosa è successo in quei minuti è importante per consulenti tecnici e periti". Lasciando il relitto della Concordia, Schettino ha scattato alcune foto con il telefonino, poi si è fermato a parlare con i giornalisti che lo aspettavano. "Le perizie determineranno le responsabilità. Ci sono persone che hanno già patteggiato ammettendo colpe, io ci ho messo la faccia e sto facendo il processo". Schettino risponde duramente a chi gli chiede dell'abbandono della nave: "Chi continua a parlare di ordine di abbandono nave non capisce nulla. Voi giornalisti dovete documentarvi meglio". Oltre all'ex comandante, a partecipare al sopralluogo - dedicato al generatore di emergenza - anche il collegio peritale del Tribunale di Grosseto, magistrati, consulenti e legali. 


Fonte: TMNews
Via: Dailymotion
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Messina: furti in casa e droga, agente custodia tra 9 arrestati - video

Furti in abitazioni, droga, armi, attività diversificate per aumentare il business. Non si faceva mancare nulla la banda di malviventi che da tempo a Messina faceva razzia in appartamenti e villette, ma spacciava pure droga persino dentro al carcere. Una vera e propria associazione a delinquere: 19 gli indagati, 9 le persone arrestate dalla Squadra Mobile. Tra loro anche un agente di polizia penitenziaria, Salvatore Cutrupia, che materialmente avrebbe introdotto cocaina e marjiuana in carcere intascando soldi in cambio, a cui viene contestato il reato di corruzione. La banda spesso firmava i colpi lasciando un biglietto nelle abitazioni svaligiate. "Alì Babà" il nome dell'operazione coordinata dalla Procura presso il Tribunale di Messina. "Abbiamo tolto dalla circolazione un banda criminale molto agguerrita, molto organizzata, professionalmente capace di effettuare furti in appartamenti con danni enormi per i proprietari". Gli arrestati sono accusati a vario titolo anche di detenzione di armi da fuoco: un fucile semiautomatico, una pistola calibro 9 con matricola abrasa e una 44 magnum. Sei componenti della banda sono finiti dietro le sbarre e a tre sono stati concessi i domiciliari. Le indagini, che si sono avvalse di intercettazioni e perquisizioni, hanno preso il via nel 2010 quando tre dei banditi vennero beccati sul fatto con la refurtiva.  Sequestrata una piccola quantità di stupefacente.

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Mafia: confiscati beni per 15 milioni al postino di Provenzano - video

La Guardia di Finanza di Palermo ha confiscato beni per un valore complessivo di poco meno di 15 milioni di euro in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale del capoluogo siciliano. Colpito dalla confisca è un 75enne di Corleone (PA), arrestato nel 2006 per associazione mafiosa e poi condannato a otto anni di reclusione con sentenza della Corte d'Appello di Palermo del 2008, divenuta definitiva nel novembre 2009. Tra i beni confiscati ci sono 44 terreni e 4 fabbricati a Corleone e Monreale, in provincia di Palermo. Oltre ad essere partecipe delle attività illecite di "Cosa Nostra", aveva rivestito un ruolo importante nel supporto alla latitanza del boss Bernardo Provenzano, sia sotto il profilo del sostegno logistico sia, soprattutto, nella circolazione dei cosiddetti "pizzini" tra i vari componenti del sodalizio mafioso ed il capo mafia ora detenuto, durante la sua permanenza presso la masseria in contrada Montagna dei Cavalli in Corleone, dove poi fu arrestato e dove il soggetto ora raggiunto dal provvedimento di confisca era stato più volte osservato recarsi per portare pacchi e buste, che poi lasciava sul posto. I suoi rapporti con Provenzano erano peraltro risalenti nel tempo, avendo egli reso una testimonianza a suo favore durante lo storico processo svoltosi a Catanzaro, alla fine degli anni sessanta, a carico di diversi esponenti mafiosi.


Via: Guardia di Finanza
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Rapine a tir: sgominata banda criminale a Palermo, 6 arresti - video

La Polizia Stradale di Palermo ha arrestato sei componenti di una banda specializzata in rapine ai danni di diversi autotrasportatori. "Stasera andiamo a giocare a pallone" era la frase in codice con la quale la banda si dava appuntamento per iniziare a perlustrare le strade alla ricerca di un tir da rapinare. Sono tutti accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine a mano armata, sequestro di persona, detenzione e porto abusivo di armi, violenze e minacce. Denunciate per ricettazione e favoreggiamento altre cinque persone che acquistavano i carichi trafugati a circa il 50% del loro valore di mercato. Sono almeno 9 i colpi attribuiti al gruppo che, in altri casi, non è riuscito a portare a termine le rapine. La convocazione per i raid partiva telefonicamente, con la frase convenzionale. L'indagine costituisce il seguito dell'operazione denominata in codice "Ciak" che già nel dicembre del 2009 aveva portato all'arresto in flagranza di quattro componenti della banda e alla liberazione dell'autista preso in ostaggio. Individuata l'area utilizzata per lo svuotamento dei tir, sono iniziate una serie di attività tecniche come riprese video da telecamere nascoste, intercettazioni telefoniche e ambientali effettuate con microspie piazzate anche all'interno delle auto utilizzate dai rapinatori, pedinamenti e analisi dei tabulati telefonici.


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Via Poma, Cassazione assolve Raniero Busco in via definitiva - video

Ventiquattro anni fa in un mese di agosto, in un quartiere di Roma deserto per le ferie estive. In un palazzo, in via Poma, nella stanza di un ufficio si consumò un delitto di violenza inconcepibile. Questa foto di Simonetta Cesaroni in costume bianco, è rimasta nella memoria collettiva, come a tentare di restituire bellezza ad una storia feroce, resa ancor più odiosa da indagini cominciate male e dispersi in tanti rivoli. In 24 anni, era il 7 agosto del '90, non un briciolo di certezza su chi abbia massacrato Simonetta Cesaroni con 29 colpi di tagliacarte, mentre la giovane era a lavoro. Prima tocca al portiere dello stabile, Pietrino Vanacore, se era stato fermato e poi scarcerato, si toglierà la vita nel 2010 vicino Taranto, portando con sé quello che gli inquirenti ritengono essere la consapevolezza di ciò che avvenne in quella stanza. Sarà prosciolto anche Federico Valle, figlio dell'architetto Valle che abitava nel palazzo del delitto. Toccherà infine, quasi vent'anni dopo a Raniero Busco, all'epoca fidanzato di Simonetta, finire nei guai. Condannato a 24 anni in primo grado, Busco verrà assolto con formula piena in appello. Entrambi i verdetti si basano sull'interpretazione scientifica di un morso trovato sul corpo della vittima. Anche in questo processo, come in tanti processi indiziari, l'esito è scaturito da pareri che sono cambiati dal primo al secondo grado, pur provenendo (...)


Fonte: SkyTg24
Servizio di Chiara Cerqueti
Foto archivio

Omicidio di Carmela Petrucci: ergastolo per Samuele Caruso - video

Samuele Caruso deve restare in carcere. Lo ha stabilito il gup di Palermo Daniela Cardamone, chiamata a pronunciarsi con il rito abbreviato nei confronti dell'autore di uno dei femminicidi che ha scosso di più il Paese: quello di Carmela Petrucci. Caruso era il fidanzato della sorella di Carmela, Lucia: il 19 ottobre 2012 aspettava la ex sotto casa per un tentativo disperato di fare pace. Tra i due scoppiò una lite violenta, lui cercò di uccidere la ragazza con un coltello: Carmela voleva dividerli e fu colpita a morte da due coltellate. In due anni di processo gli avvocati della difesa hanno cercato di far valere la tesi dell'incapacità d'intendere e di volere di Caruso e dell'assenza di premeditazione: incapacità stabilita da una prima perizia psicologica e smentita da una seconda. La tesi difensiva non ha retto e il Gup ha deciso per l'ergastolo con l'aggravante dei futili motivi. L'avvocato della famiglia di Carmela, Marina Cassarà: "Non è un successo per nessuno perchè Carmela continua a mancare alla famiglia e Lucia a vivere con questo peso. È un'affermazione della giustizia, perchè la configurazione del pm è stata integralmente accolta dal giudice che ha avuto la professionalità di cercare tutti gli elementi sino allo spasimo".Fuori dal tribunale i genitori di Carmela e Lucia hanno atteso la sentenza con la figlia sopravvissuta: c'erano anche i compagni di classe delle ragazze (...)


Fonte: TMNews
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Roma: arrestato ex capo dei vigili Giuliani, indagato ex dg Rai Meocci

L'ex comandante dei vigili di Roma Angelo Giuliani e altre tre persone sono finite agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione. Giuliani, secondo gli investigatori, sarebbe intervenuto in maniera irregolare nel procedimento amministrativo per l'affidamento del servizio di ripristino della viabilità delle strade post incidente che era affidato alla società "Sicurezza e Ambiente", in cambio di tangenti pagate dai titolari della società. Insieme a Giuliani sono finiti agli arresti domiciliari Angelo Cacciotti, direttore generale della Sea, Giovanni Scognamiglio, legale della società, e Iano Santoro, direttore della medesima. In cambio dell'affidamento del servizio alla Sea ha ricevuto almeno 30mila euro a titolo di sponsorizzazione per il Circolo Sportivo dei vigili urbani di cui era presidente. Secondo la ricostruzione dei magistrati la mazzetta fu versata nel marzo del 2011. Nell'inchiesta della procura di Roma è indagato anche l'ex direttore generale della Rai, Alfredo Meocci. Per lui è stato ipotizzato il reato di corruzione in quanto come membro dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (Avcp), avrebbe dato lo scorso anno parere favorevole per assegnare alla società Sea l'appalto per il ripristino delle strade dopo gli incidenti. Giuliani è poi indagato per la stesura del falso verbale di insediamento della Commissione che avrebbe dovuto esaminare migliaia di aspiranti vigili, per 300 posti, messi a concorso nel 2012.  L'ipotesi di reato è anche attribuita ai dirigenti della Polizia municipale Donatella Scafati e Maurizio Sozi, membri della commissione stessa nonché a Gloria Conte e Alessandra Scione segretaria della commissione stessa. Secondo i carabinieri del nucleo investigativo, al momento della stesura di quel verbale, Giuliani e Sozi non si trovavano in quell'ufficio dove si sarebbe dovuta tenere la riunione.

Fonte: Adnkronos
Via: AGI
Foto archivio

mercoledì 26 febbraio 2014

Napolitano a Catania acclamato da studenti: la città si muove - video

Bagno di folla per Giorgio Napolitano a Catania. Il Presidente della Repubblica è stato accolto da centinaia di studenti in festa, che l'hanno applaudito e hanno scandito il suo nome all'uscita da Palazzo degli Elefanti, sede del Comune. Napolitano si è fermato a salutare e a stringere le mani a chi lo aspettava, durante il percorso verso la cattedrale, che ospita le reliquie di Sant'Agata, patrona di Catania. "Questa è una città che si muove, è importante" ha detto il Presidente, che ha ricevuto in regalo da una signora un fiore bianco da donare alla santa. In municipio Napolitano ha incontrato Serena Cacciola, la studentessa universitaria da lui citata nel messaggio di fine anno perchè aveva ricevuto una sua lettera. "Una grande emozione: non me l'aspettavo e mi ha fatto piacere averlo incontrato. Sappiamo tutti che ci sono ragazzi laureati e diplomati costretti ad emigrare perchè non c'è lavoro: mi aspetto che il governo dia una svolta a questo disagio giovanile, partendo dalla scuola". La ragazza, che viene da Linguaglossa, centro della cintura dell'Etna, ha regalato al Presidente due libri: uno sulla storia del suo paese e l'altro su un artista locale, e un cd di musica realizzato da suo nonno. Tra gli appuntamenti catanesi di Napolitano: la cerimonia di apertura dell'Anno Accademico e la visita allo stabilimento di STMicroelectronics. Firmato il protocollo del distretto Sud-Est Sicilia.


Fonte: TMNews
Immagini: Dailymotion

Lecce: maxioperazione contro Sacra Corona Unita, 43 arresti - video

La Squadra Mobile della Questura di Lecce ed Carabinieri del Ros hanno eseguito congiuntamente un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Lecce, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, nei confronti di 43 indagati, appartenenti a vari gruppi mafiosi della frangia leccese dell'organizzazione denominata sacra corona unita, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti, calunnia, favoreggiamento personale, rapina, estorsione, ricettazione, danneggiamento seguito da incendio, illecita concorrenza con minaccia e violenza, porto e detenzione illegale di armi, tutti aggravati dalle modalità e finalità mafiose. Al centro delle inchieste le attività criminali degli esponenti di rilievo della frangia leccese della sacra corona unita, operanti nel capoluogo, nonché nell'area sud est e nella fascia costiera adriatica della provincia di Lecce. Nel complesso, l'indagine ha evidenziato i rapporti di cooperazione esistenti tra i principali sodalizi mafiosi leccesi, funzionali al controllo delle estorsioni e del traffico di stupefacenti, che si confermano i principali settori d'interesse illecito dei clan mafiosi egemoni nell'ambito della Scu. L'operazione congiunta è nata mettendo insieme le inchieste "Alta Marea" e "Terre d'acaia".



Fonte: Polizia di Stato
Via: AGI
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Cerignola: furto e ricettazione, sgominata banda di ladri auto - video

Gli agenti della Squadra Mobile di Foggia hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 persone, tutte di Cerignola, accusate di aver fatto parte di una banda dedita al furto e alla ricettazione. Gli stessi erano specializzati nel

Mare Nostrum, soccorsi 596 migranti in stretto Sicilia in 24 ore - video

596 migranti soccorsi mentre erano a bordo di sei imbarcazioni diverse provenienti dalle coste africane: è il bilancio di 24 ore di lavoro della Marina militare impegnata nell'operazione Mare Nostrum nello stretto di Sicilia. Le immagini notturne documentano l'intervento della nave anfibia San Giusto, intervenuta su due gommoni con 97 persone a bordo senza salvagenti. La fregata Grecale ha soccorso 100 migranti a bordo di un natante nella stessa zona di mare a sud-est di Lampedusa, mentre la Motovedetta 202 della Capitaneria di Porto ha imbarcato 200 persone a bordo di un gommone a sud di Pozzallo. Nelle ultime 24 ore sono stati soccorso 596 migranti nel Canale di Sicilia, tra interventi della Marina militare e della Guardia costiera. È quanto si legge in una nota della Marina. "Sono andate avanti senza sosta per tutta la notte le operazioni di soccorso ai migranti provenienti dalle coste africane da parte dei mezzi aeronavali impegnati nell'operazione Mare Nostrum nello Stretto di Sicilia - scrive la Marina - La nave anfibia San Giusto è intervenuta su due gommoni entrambi con 97 persone a bordo senza dotazioni di sicurezza personali. Alle operazioni si è aggiunta la Motovedetta 202 della Capitaneria di Porto che ha imbarcato 200 persone a bordo di un gommone a sud di Pozzallo". La missione Mare Nostrum è inquadrata nell'Agenzia Frontex.



Fonte: TMNews
Immagini: Dailymotion

Messico: preso El Chapo re della droga più ricercato al mondo - video

Il re della droga messicano, "El Chapo" Guzman, numero uno del Cartello di Sinaloa, è stato arrestato in Messico. L'uomo è stato fermato nella notte con un blitz incruento durante una festa in un hotel di Mazatlan, nell'ovest del Messico. Era in

Tymoshenko: potrei prendere mitra e sparare in testa a Putin - video

Yulia Tymoshenko smentisce, ma solo in parte. Ed è bufera dopo la pubblicazione dell'audio di una telefonata in cui l'ex premier ucraina, l'ex eroina della Rivoluzione arancione, si dice pronta a prendere un mitra e "sparare alla testa di quella canaglia", ovvero

martedì 25 febbraio 2014

Palermo: truffa a banche e finanziarie, 27 arresti e confische - video

Una vera e propria agenzia che realizzava truffe finanziarie internazionali è stata scoperta dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo che all'alba di oggi hanno eseguito 27 arresti. In carcere sono finiti anche insospettabili, tra cui avvocati, commercialisti e imprenditori e anche un ex poliziotto. Nel mirino anche diverse società finanziarie e l'Inps. L'indagine è nata quasi per caso, oltre due anni fa. Nel corso di una intercettazione tra alcuni mafiosi gli investigatori hanno sentito i "picciotti" che parlavano di un professionista. A quel punto, i magistrati hanno attivato tutte le verifiche e hanno scoperto la truffa guidata da un gruppo di professionisti della Palermo bene. Le 27 persone arrestate sono accusate di associazione a delinquere finalizzata "alla commissione di reati contro il patrimonio, la pubblica fede, nonché al riciclaggio degli illeciti profitti". In manette anche tre persone ritenute vicine a Cosa nostra e un ex poliziotto accusato di aver violato il sistema informatico del ministero dell'Interno. In particolare, il gruppo avrebbe cercato di sottrarre 40 milioni di euro dai conti del Monte dei Paschi di Siena. Nel corso dell'operazione i Carabinieri hanno confiscato anche beni per circa 10 milioni. Uno dei destinatari delle ordinanze di custodia cautelare, lavvocato A.T., è irreperibile. L'uomo, soprannominato "Skinner", residente in Gran Bretagna, sarebbe l'ideatore della truffa.


Via: Adnkronos
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Catania: dietro big del catering estorsione e usura, 27 arresti - video

Arrivavano sino al 140% i tassi annui per la restituzione dei prestiti effettuati a imprenditori, commercianti e artigiani. E' uno dei tanti elementi alla base dell'operazione antiusura e antiestorsione effettuata dalla Squadra Mobile della Questura di Catania che ha portato all'arresto di 24 persone. Al centro delle indagini i titolari della catena di supermercati "Fratelli Bosco", con sei degli esponenti della famiglia arrestati. Tre ai domiciliari a disposizione del Gip. L'inchiesta, è stato spiegato in conferenza stampa, parla di 21 episodi di usura e 11 di estorsione. I prestiti, con tassi ritenuti molto elevati, variavano tra i mille e i 150mila euro con grosse somme corrisposte in più soluzioni con denaro contante e titoli. La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo di 800mila euro nei confronti di 20 degli indagati. Secondo la Squadra Mobile erano operativi anche i piani di rientro. La centrale operativa dei Bosco, secondo la Procura di Catania, era il loro supermercato di via Orto dei Limoni, dove chi era in difficoltà economica, sostiene la Polizia, era sicuro di trovare i finanziatori. Alcune delle vittime avrebbero pagato gli interessi utilizzando carte di credito e bancomat. La famiglia Bosco, sostiene l'accusa, che si è avvalsa anche delle dichiarazioni del pentito Giuseppe Laudani, avrebbe avuto contatti con alcuni clan che, per le feste di Natale e di Pasqua, potevano rifornirsi nei loro supermercati.




Fonte: Blog Sicilia
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Milano: grave tassista aggredito in strada, fermato un 49enne - video

Sono appese ad un filo le speranze che Alfredo Famoso, il tassista aggredito domenica sera in via Morgagni a Milano possa farcela. I medici del Niguarda definiscono ridottissima la sua attività celebrale. L'aggressore, un 49enne con precedenti per lesioni è stato fermato con l'accusa di tentato omicidio. Durante l'interrogatorio in Questura si è detto dispiaciuto per quanto è successo e ha raccontato la sua versione dei fatti. La lite è esplosa quando un taxi non gli ha dato la precedenza mentre attraversava le strisce con la compagna incinta di 8 mesi. Il 49enne ha prima colpito lo specchietto dell'auto con una confezione di bottiglie d'acqua, poi quando il tassista è sceso per controllare i danni, lo ha colpito alla testa con le stesse bottiglie. Alfredo famoso ha prima barcollato, poi è caduto battendo il capo prima su una ruota di scorta esterna di una jeep parcheggiata, poi a terra. "Una lite per motivi di viabilità degenerata e divenuta un evento drammatico. Una persona in fin di vita all'ospedale Niguarda e una persona nei cui confronti abbiamo eseguito un fermo indiziato di delitto per tentato omicidio". L'aggressore ha precisato che non è scappato dopo la lite, si è allontanato perché non credeva che le condizioni del tassista fossero gravi. La vittima resta in coma all'ospedale Niguarda. L'episodio riporta alla mente la vicenda di Luca Massari, tassista ucciso a Milano per aver investito un cane.


Fonte: SkyTg24
Foto: Facebook

Monza: un ristoratore si dà fuoco per protesta, due agenti lo salvano

Un uomo ieri sera si è dato fuoco per protestare contro la costruzione di barriere anti-rumore davanti al suo ristorante. Il comandante della Polizia Stradale di Seregno è rimasto ustionato insieme ad un agente. Aveva investito tutti i suoi soldi in un bar tavola calda, da anni in difficoltà a causa dei lavori per la realizzazione del tunnel urbano in viale Lombardia a Monza, l'uomo che si è dato fuoco ieri sera, poco dopo le 22, davanti all'ingresso del suo locale. C.D.G., proprietario del bar "Raffaello" al civico 260 di viale Lombardia, protestava con gli altri commercianti già da alcune settimane, proprio per evitare il posizionamento di quelle barriere anti rumore che offuscherebbero le facciate delle attività e, a detta dei proprietari, impedirebbero sosta ed accesso di mezzi nei passaggi carrai. Ieri sera, in vista della posa definitiva delle barriere, C.D.G. ha intriso di benzina una coperta, minacciando di darsi fuoco. In pochi attimi sul posto è arrivata una volante della Polizia Stradale di Seregno. L'uomo, per nulla intenzionato a desistere, ha dato fuoco alla coperta e poi ci è salito sopra. I due poliziotti sono intervenuti gettandosi sull'uomo: tutti e tre sono stati soccorsi da vigili del fuoco e operatori del 118. Le loro condizioni non destano attualmente preoccupazione, anche se il commerciante ed uno dei poliziotti hanno riportato ustioni estese su tutto il corpo. Al momento i lavori sono stati rimandati.





Via: ANSA
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Mafia: lettera minacce di Falange armata a Riina, chiudi quella bocca

Una lettera con minacce indirizzata a Salvatore Riina è stata recapitata al carcere milanese di Opera. Nella missiva firmata da Falange Armata, secondo quanto rivela il sito di Repubblica, un anonimo scrive a Riina: "Chiudi quella maledetta bocca, ricorda che i tuoi familiari sono liberi". Alla fine della lettera un altro messaggio: "Per il resto stai tranquillo, ci pensiamo noi". La lettera non è mai arrivata nella cella di Riina, è stata sequestrata prima dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, che ha poi provveduto a inviare il testo alle procure di Palermo e Caltanissetta (ma anche a quelle di Firenze e Roma) impegnate a decifrare le dichiarazioni del capomafia, e soprattutto le sue minacce nei confronti del pm Nino Di Matteo. "Facciamola grossa e non ne parliamo più". Così il boss il 16 novembre scorso progettava di eliminare il Pm Nino Di Matteo. Dopo 20 anni ricompare la sigla del terrore. L'organizzazione che ai centralini delle agenzie di stampa rivendicò gli attentati del '92-'93. La Falange armata esordì il 27 ottobre 1990 con la rivendicazione dell'omicidio di Andrea Mormile, educatore in servizio proprio all'interno del carcere di Opera, dove la sigla si è nuovamente manifestata. Della Falange Armata si stanno occupando in questi mesi i pm di Palermo che indagano sulla trattativa fra Stato e mafia. Per i magistrati ci sarebbero tante coincidenze e tanti nomi coincidenti.



Fonte: Adnkronos
Via: RaiNews24
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Andora: rimosso treno deragliato, in pochi giorni riapre linea - video

La tratta ferroviaria Ventimiglia-Albenga sarà riaperta entro la prima decade di marzo. Le 5 gru a bordo della chiatta partita dal porto di Genova, sono riuscite a sollevare e riposizionare sui binari il locomotore e la prima carrozza dell'Intercity, deragliato a causa di una frana lo scorso 17 gennaio ad Andora, in provincia di Savona. Dopo la rimozione inizieranno i lavori per ripristinare i binari, la linea dell'alimentazione elettrica e proseguire con la messa in sicurezza del versante franato. In questo mese i pendolari della zona hanno dovuto vivere un vero calvario come spiega il sindaco di Andora Franco Floris: "Abbiamo già vissuto più di 30 giorni di isolamento. Abbiamo avuto la sfortuna - ha sottolineato il primo cittadin o- di subire anche un'interruzione sulla via Aurelia, a Capo Mele. Sono 70 anni che a Capo Mele ogni volta che piove si registrano frane. Adesso - ha annunciato Floris - mi dicono che sabato dovrebbe riaprire anche l'Aurelia e pare che l'Anas sia intenzionata a fare un intervento definitivo con un investimento di un milione di euro". Soddisfazione per il lavoro svolto è stata espressa dall'AD di Rete Ferroviaria Italiana Michele Mario Elia: "Abbiamo rispettato i tempi che ci eravamo dati grazie anche alla collaborazione di aziende come la Vernazza, delle Istituzioni e di tutto il personale RFI e Trenitalia che ha lavorato alla rimozione".


Fonte: TMNews
Via: FSNews
Immagini: Dailymotion

lunedì 24 febbraio 2014

Marò: niente legge antiterrorismo, tra due settimane udienza - video

Il governo indiano non applicherà la legge anti terrorismo al caso dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri della Marina militare italiana trattenuti da due anni in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani. Dopo 26 rinvii è stata presa una decisione su uno dei punti più discussi del caso, l'applicazione o meno della legge anti pirateria che avrebbe previsto in caso di condanna anche la pena di morte. Contemporaneamente però Nuova Delhi ha anche chiesto che i capi d'accusa vengano formulati dalla polizia indiana, un'ipotesi a cui si è opposta la difesa dei due militari. La Corta ha dunque deciso di fissare una nuova udienza fra due settimane. "Le disposizioni del Sua Act non si applicano a questo caso". E' quanto si legge nell'affidavit presentato oggi dal Procuratore generale G.E. Vahavati alla Corte Suprema nell'udienza dedicata al caso dei marò di cui l'Ansa ha avuto una copia. In questo modo l'India prende atto del parere del ministero della Giustizia richiesto dopo le pressanti obiezioni dell'Italia e della comunità internazionale all'uso della legge antipirateria e terrorismo del 2002. "In seguito all'ordine di questa Corte datato 18 febbraio - si legge nel documento di sei paragrafi firmato dal sottosegretario del ministero degli Interni N.S. Bishit - presento questo affidavit per registrare l'opinione del ministero della Giustizia".


Fonte: TMNews
Via: ANSA
Immagini: Dailymotion

Roma: sequestro 2 mln di abiti e maschere carnevale nocive - video

Oltre due milioni di abiti, maschere e giochi, non conformi agli standard di sicurezza, stoccati in quattro depositi di via dell'Omo, nella periferia orientale della capitale. E' la scoperta fatta dai finanzieri del Comando provinciale di Roma impegnati nell'operazione "Carnevale sicuro": l'analisi gascromatografica condotta su alcuni campioni dall'Arpa ha evidenziato la presenza, nelle maschere, di quantità elevate di "Cicloesanone", composto infiammabile e nocivo per inalazione, oltre che irritante per le mucose, le vie respiratorie superiori, gli occhi e la pelle.  Alcuni dei prodotti sequestrati erano privi del marchio "CE", altri presentavano la grafica "CE" difforme da quella prescritta dalla normativa comunitaria. Quattro gli imprenditori cinesi denunciati. Nelle stesse ore, in un altro capannone, stavolta a Fiano Romano, sono state scoperte e sequestrate 45mila calzature con i loghi contraffatti "Hogan", "Nike" ed "Adidas", tutte di ottima fattura, esteticamente identiche agli originali. Una volta immessa sul mercato, la merce sequestrata avrebbe fruttato all'organizzazione oltre un milione di euro. In questo caso sono scattate sei denunce. Dai primi accertamenti è emerso che la partita, spedita dal sud-est Asiatico, sarebbe stata distribuita, in poche ore, alla fitta rete di dettaglianti ambulanti, per lo più senegalesi, per essere smerciata sul mercato romano.


Fonte: Guardia di Finanza
Via: AGI
Foto dal video: Pupia Tv

Catanzaro: blitz contro traffico di droga, 23 persone fermate - video

La Squadra Mobile di Catanzaro ha arrestato 23 persone ritenute responsabili della gestione del narcotraffico nel capoluogo calabrese, con canali di rifornimento in tutta la regione. Le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale antimafia, hanno consentito di sgominare organizzazioni dedite al narcotraffico, alla cui guida vi erano soggetti di spessore criminale che si avvalevano di persone giovanissime, di indole particolarmente violenta, dedite anche a rapine ed estorsioni. Tra gli arrestati anche insospettabili che fornivano gli stupefacenti ad una clientela d'élite della città, tra i quali un avvocato civilista e un carabiniere. Secondo quanto emerso dalle indagini, il professionista utilizzava la barca di sua proprietà per non destare sospetti nello smercio della cocaina a soggetti della "Catanzaro bene". Per procurarsi le somme di denaro per rifornirsi di droghe, i giovanissimi vicini all'organizzazione, non avevano remore nel commettere furti e rapine. Le indagini hanno documentato che in questo contesto è avvenuta la rapina a una tabaccheria nel quartiere Janò, nel novembre del 2012, fruttata circa 5mila euro. A entrare in azione erano stati due soggetti armati di pistola, attesi da un terzo complice in macchina per la fuga dopo il colpo. Nell'ambito delle indagini che hanno condotto all'operazione "All inclusive" sono stati sventati inoltre diversi furti e rapine.



Via: Adnkronos
Foto dal video: Catanzaro Informa

Mafia, sequestrati e confiscati beni per 2 milioni di euro a boss etneo

La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito un provvedimento di sequestro e confisca di beni di proprietà di Antonio Strano Stellario, esponente di rilievo del clan mafioso ''Pillera - Cappello'', nota organizzazione criminale operante nella provincia etnea. Si tratta di 2 società di costruzioni, numerosi rapporti bancari e diversi immobili, per un valore di oltre 2 milioni di euro. Lo riferisce una nota della Dia di Catania. Nei confronti di Antonino Strano Stellario (attualmente detenuto) esponente di assoluto rilievo del clan mafioso Pillera- Cappello, nota organizzazione criminale operante nella provincia etnea, è stata disposta la confisca dell'intero compendio aziendale di 2 società di costruzioni edili, operanti nella città etnea, il cui capitale sociale era stato fittiziamente intestato dal soggetto mafioso alla moglie. Oltre alle imprese, spiega una nota della Dia, sono stati colpiti dalla confisca numerosi rapporti bancari, aventi consistenza e disponibilità complessiva pari a circa 210.000 euro, tra denaro contante e polizze assicurative, nonché diverse unità immobiliari. Le indagini patrimoniali, espletate dalla Dia e scaturite dall'utilizzazione degli strumenti di analisi dei flussi finanziari in possesso della struttura antimafia a contrasto del riciclaggio di denaro, avevano evidenziato oltre che anomali movimenti bancari per centinaia di migliaia di euro, anche consistenti profili sperequativi tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto dai soggetti indagati, tali da fondare la presunzione, accolta dal Tribunale, di una illecita acquisizione patrimoniale. Antonino Strano Stellario, condannato più volte per associazione mafiosa, si trova attualmente detenuto, per gravi delitti, per scontare una sentenza ad anni 13 e mesi 4 di reclusione emessa in primo grado lo scorso anno dal Tribunale di Catania.

Fonte: Adnkronos

Bergamo: cieco totale va a spasso sui bus e guarda orologio - video

Usciva solo da casa, senza l'ausilio di un cane guida e utilizzando l'apposito bastone come sostegno, si muoveva agevolmente sugli autobus, andava da solo in giro anche a fare shopping nei negozi, guardava l'ora dal proprio orologio da polso. Un finto cieco che era riuscito a ingannare l'apposita commissione sanitaria dell'Asl di Bergamo, che lo aveva riconosciuto "cieco totale", è stato condannato. L'uomo era finito nel mirino della Guardia di Finanza di Bergamo in un'operazione denominata "Omero". Il gup di Bergamo lo ha condannato a 10 mesi e 20 giorni di reclusione, con pena sospesa. Si tratta di un bergamasco, accusato di truffa aggravata ai danni dell'Inps. Il giudice ha anche disposto la confisca di 36.500 euro, già oggetto di sequestro preventivo a carico del finto invalido e pari all'importo indebitamente percepito, ottenuto dalla differenza tra l'indennità di cecità parziale e quella non spettante di cecità totale o assoluta.  Le indagini, effettuate anche con pedinamenti, appostamenti e riprese audio e video, hanno consentito ai militari di provare che l'uomo, riconosciuto da oltre un quinquennio cieco totale a seguito di domanda di aggravamento del suo pregresso status di cecità parziale, conduceva una normale vita da pensionato. L'operazione della Guardia di Finanza di Bergamo si inquadra nell'ambito delle attività finalizzate alla tutela della spesa pubblica.


Fonte: ANSA
Via: Il Giorno
Immagini: Pupia Tv

Caserta, alimenti mal conservati: chiuso un ristorante cinese - video

A Caserta e Casagiove, i Carabinieri della Compagnia di Caserta, unitamente a personale Nas Carabinieri, nell'ambito di un servizio straordinario finalizzato al controllo degli esercizi commerciali gestiti da cittadini di nazionalità cinese, hanno deferito, in stato di libertà, per violazioni in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari, il titolare di un ristorante cinese di Casagiove dove, a seguito del controllo, sono stati altresì sequestrati 10 chilogrammi circa di alimenti in cattivo stato di conservazione. Oltre al sequestro degli alimenti, sono stati posti i sigilli anche al locale deposito e quello cucina, in quanto non riuniva i requisiti minimi previsti dalla normativa vigente e poiché avviato in assenza delle prescritte autorizzazioni. Il responsabile delle illecite attività, è stato denunciato alla locale Procura. Nel corso dello stesso servizio, i militari dell'Arma hanno proceduto al controllo, con contestuale sequestro di un ingente quantitativo di giocattoli privi del contrassegno "CE", tutti pronti per la vendita in occasione del prossimo carnevale, nei confronti di due esercenti commerciali cinesi ai quali sono state irrogate sanzioni amministrative pari a 10mila euro. Queste operazioni condotte dai Carabinieri, confermano l'importante ruolo dell'Arma per la tutela della salute dei consumatori e del corretto funzionamento dei mercati.


Fonte: Il Mattino
Via: Adnkronos
Foto dal video

No Tav: cortei in diverse città, lettera di minacce alla sede Ltf - video

Manifestazioni No-Tav in tutta Italia per protestare contro l'alta velocità Torino-Lione e contro l'arresto di 4 manifestanti lo scorso dicembre con l'accusa di atti di terrorismo per i danni causati al cantiere di Chiomonte in Val di Susa. A Milano hanno sfilato in

domenica 23 febbraio 2014

Pesaro: donna sfregiata con acido, chiesti 20 anni per Varani - video

Doveva essere il giorno della sentenza ieri ed invece il giudice del Tribunale di Pesaro ha rinviato tutto al 17 marzo. E dovevano essere 37 gli anni di carcere richiesti per Luca Varani, ritenuto il mandante dell'aggressione con acido alla ex fidanzata Lucia Annibali. Ma la legge prevede un massimo di trent'anni ed uno sconto di dieci per rito abbreviato: venti quindi in tutto. Lui, cocainomane abituale, accusato di stalking e tentato omicidio per aver manomesso i tubi della casa di Lucia e di lesioni gravissime per averla sfigurata per sempre, ha pianto mentre scorrevano le foto scattate in ospedale. Un calvario lungo, sette interventi chirurgici, lei che oggi è il simbolo della violenza contro le donne si è limitata a dire: in Italia non c'è una pena adeguata. L'accusa ha chiesto diciotto anni a testa per i due cittadini albanesi ritenuti gli esecutori materiali dell'agguato, della sera del 16 aprile di un anno fa ed un risarcimento danni: 4 milioni per lei ed un milione e mezzo per i familiari. "Se consideriamo gli sconti di pena, sarà come per altri casi in cui si è arrivati a meno di nove anni, di cui magari quattro trascorsi a casa" il commento della responsabile dell'Unione donne d'Italia (UDI) di Pesaro, Antonella Pompilio. Nominata cavaliere (Omri) dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la Annibali ha voluto fermamente assistere all'udienza nonostante la ferite mai rimarginate.


Fonte: SkyTg24

Ucraina, Tymoshenko libera: la dittatura di Ianukovich è finita - video

L'Ucraina è a una svolta con un susseguirsi vorticoso di colpi di scena. L'ex premier Yulia Tymoshenko è stata liberata. Il simbolo della Rivoluzione Arancione subito dopo l'uscita dal carcere si è recata a piazza Indipendenza e ha dichiarato che "la dittatura è caduta" in Ucraina. La sua liberazione è avvenuta per volere del Parlamento che ha votato a favore della sua scarcerazione "in base a una decisione della Corte europea per i diritti dell Uomo", senza quindi dover aspettare la firma del presidente Yanukovich. La bionda ex premier è l'arci-rivale del presidente Viktor Yanukovych e il suo arresto nel 2011, con l'accusa di abuso di potere, è stato bollato come rappresaglia politica dai sostenitori dell'opposizione. Lo stesso Parlamento poi ha approvato con 328 voti a favore l'impeachment per il presidente Viktor Yanukovich e ha fissato al 25 maggio le elezioni presidenziali anticipate. Lui però non ci sta e non ha alcuna intenzione di mollare. Dalla residenza di Kharkiv dove si è rifugiato grida al "colpo di Stato", sottolineando che non si dimetterà. Questo nonostante fossero girate voci che davano il presidente pronto a dimettersi e a lasciare il paese. Dopo il massacro dei giorni scorsi, Kiev continua ad essere in stato di assedio, i manifestanti non lasciano la piazza e continuano a presidiare i luoghi simbolo della rivolta. Le Forze Armate restano fedeli al popolo ucraino.


Fonte: TMNews
Immagini: Dailymotion

sabato 22 febbraio 2014

Ricercato per omicidio dal 2001: arrestato bresciano in Sud America

E' stato arrestato nella Repubblica Dominicana, Albertini Gimapaolo, 55enne originario di Villanuova sul Clisi (BS) e latitante dal 2001, anno in cui evase gli arresti domiciliari: condannato per omicidio volontario, deve scontare ancora una pena di oltre 16 anni. L'uomo girava in sella a una Harley Davidson con il nome e i documenti di tale Hector Narvaez. Il ricercato è stato fermato giovedì dai reparti speciali della polizia dominicana nella località Jaracaboa, dove risiedeva da anni. E' stato rintracciato a seguito di mirate indagini, coordinate dalla procura generale di Bari e svolte dal Servizio centrale antiterrorismo della Polizia di stato, dal servizio per la Cooperazione internazionale di polizia e dalla Digos della questura di Brescia. Arrestato per la prima volta alla fine degli anni '80, Albertini è stato successivamente condannato per due omicidi, uno dei quali commesso in carcere dove ha frequentato alcuni ex terroristi di destra che lo hanno influenzato politicamente e con i quali ha condiviso un intenso percorso relazionale. Per ben due volte l'uomo ottenne gli arresti domiciliari che, puntalmente, sono stati evasi. In Repubblica Dominicana Albertini aveva assunto la falsa identità di Hector Narvaez. In oltre un anno di ricerche, gli investigatori sono arrivati sulle sue tracce grazie all'analisi dei tabulati telefonici e dei flussi di trasferimento di valuta da parte dei famigliari, ancora residenti in provincia di Brescia. Nei giorni scorsi qualificato personale del Servizio Antiterrorismo, dell'Interpol-Roma e della Digos di Brescia è stato inviato nello stato centroamericano per perfezionare le ricerche. In tale ambito si è rivelata essenziale la collaborazione fornita dalle Autorità dominicane. In assenza di un trattato bilaterale di estradizione tra l'Italia e la Repubblica Dominicana, l'uomo verrà espulso dal paese per la violazione della legge sull'immigrazione.

Via: ASCA
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Bagheria, bare e resti umani bruciati: si teme mano mafiosa - video

Scoperta inquietante nei pressi del cimitero di Bagheria, a pochi chilometri da Palermo, dietro cui potrebbe esserci l'ombra della mafia. I carabinieri del Comando provinciale hanno infatti trovato centinaia di bare accatastate tra il muro

Camorra: sequestrato a Casapesenna altro bunker di Zagaria - video

Gli agenti della Squadre Mobili di Modena, Caserta e Napoli hanno scoperto a Casapesenna (CE), un altro bunker che era destinato ad ospitare l'ex superlatitante Michele Zagaria. Il rifugio si trova in un'abitazione di via Sant'Agata, di proprietà di un noto imprenditore locale e presenta caratteristiche strutturali molto simili a quello di via Mascagni, dove Zagaria fu arrestato il 7 dicembre 2011, dopo 16 anni di latitanza, e quello sequestrato dalla squadra mobile di Caserta, in via Colombo, il 14 novembre 2012. Il bunker, individuato nella mattinata di lunedì scorso, è stato ricavato sotto le fondamenta dello stabile e vi si accede dopo avere rimosso, con un meccanismo elettrico, una parete mobile posta al piano terra che permetteva l'accesso ad un ascensore idraulico con il quale si raggiunge il vano interrato, costituito da una camera da letto e da un bagno, munito di sistemi di areazione e di videosorveglianza. Anche in questo caso è stato rinvenuto l'arredo necessario, sebbene ancora imballato e smontato, sintomo dell'imminente trasferimento del boss, vanificato evidentemente dal suo arresto. Lo stabile, in cui è stato ricavato il rifugio, che si sviluppa su due livelli, risulta disabitato da tempo. Il risultato conseguito si inserisce in un'indagine di ampio respiro che la Squadra Mobile di Modena conduce da ormai vent'anni sul fenomeno delle infiltrazioni del clan dei casalesi nel nostro territorio.


Via: Pupia Tv
Immagini: Dailymotion

Comando Tpc: in calo furti opere arte, contraffazione cresce - video

"Il furto dei beni culturali si conferma essere parte del core business delle organizzazioni criminali" anche se, sul piano generale, "la tendenza, anno dopo anno, segnala una dimunizione dei furti di opere d'arte, anche per una minore richiesta proveniente dal mercato illegale". E' il quadro delineato in una intervista a TMNews dal tenente colonnello Roberto Colasanti, capo ufficio Comandocarabinieri Tutela Patrimonio culturale. Più nel dettaglio, ha sottolineato Colasanti, si registra una calo negli scavi clandestini e illegali e questo come conseguenza sia delle operazioni di contrasto che per l'effetto deterrente prodotto negli ultimi anni dalla restituzione da parte di musei, in particolare americani, di opere trafugate in Italia. Le attività illegali, ha sottolineato Colasanti, vedono invece un aumento della contraffazione di opere d'arte contemporanee di autori italiani. Quanto vale il mercato illegale delle opere d'arte? "E' dificile dare una risposta certa. Qualcuno - ha spiegato Colasanti - ha stimato che viene dietro il traffico di armi e di droga. Sicuramente, è un mercato che vale molti milioni di euro". Dopo lo scempio della Biblioteca Girolamini, una delle più antiche d'Italia, dove sono stati sottratti migliaia di preziosi volumi antichi "c'e molta attenzione sul settore delle biblioteche e degli archivi", ha aggiunto Colasanti. L'attività dei (...)


Fonte: TMNews
Immagini: Dailymotion

Mafia e agricoltura: Coldiretti, business da 14 miliardi di euro - video

La chiamano agromafia: è la criminalità organizzata che fa affari nell'agricoltura. Ad oggi, secondo il rapporto elaborato da Coldiretti-Eurispes, questo business vale 14 miliardi di euro, il 12% in più rispetto a 2 anni fa. Questo perché laddove la

Terra dei fuochi, esercito pronto a intervento contro ecomafie - video

Contro gli incendi e lo sversamento abusivo di rifiuti nella cosiddetta Terra dei Fuochi, territorio tra le province di Caserta e Napoli, scende in campo l'esercito. Circa 360 bersaglieri della brigata Garibaldi sono infatti pronti a intervenire, dopo essersi allenati a Persano, in provincia di Salerno, con l'aiuto di colleghi specializzati e attrezzature sofisticate, per fare fronte a ogni tipo di necessità, dal ritrovamento di un fusto con sostanze tossiche, all'incendio di materiale nocivo anche in piena notte, dall'individuazione di persone sospette fino alla bonifica di aree eventualmente contaminate. Il generale di brigata Maurizio Scardino: "Alle nostre spalle c'è un sistema radar campale che consente di vedere qualsiasi tipo di attività all'interno di una determinata area. Nel caso specifico stiamo sorvegliando un'area di circa sette chilometri di raggio". Un controllo totale grazie a tecnologie avanzate, ma senza dimenticare le capacità umane dei militari specializzati, come il maresciallo Alessandra Vella, che guida un nucleo per il controllo radiologico, chimico e biologico: "Io sono biologa, una laurea presa prima di essermi arruolata, per essere comunque specializzata Nbc si fa un corso presso la scuola di Rieti". Pronti a intervenire contro le ecomafie anche i piccoli droni Raven che aiutano i militari a controllare il territorio dall'alto. Ma molto sapranno fare gli uomini.


Fonte: TMNews
Immagini: Dailymotion

Governo Renzi, Ncd ottiene garanzie contro elezioni anticipate - video

Squadra snella con 16 ministri e nessun vicepremier per il governo di Matteo Renzi che sei giorni dopo l'incarico ha sciolto la riserva al Quirinale dopo un lungo colloquio con Giorgio Napolitano: "Confido che veramente non si perdere questa occasione perché

Chiusa inchiesta su Mannheimer, frode fiscale per 10 milioni di euro

E' ritenuto responsabile di aver frodato il fisco ed evaso oltre 10 milioni di euro attraverso un giro di fatture false: la Procura di Milano ha concluso le indagini sul conto di Renato Mannheimer, del suo commercialista Francesco Merlo e altre nove persone. I reati contestati al presidente dell'Ispo sono l'associazione per delinquere finalizzata all'emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. I fatti contestati, secondo l'accusa, risalirebbero al periodo 2005-2010: gli indagati avrebbero organizzato un giro di fatture false di circa 30 milioni di euro. Il pm di Milano ha depositato gli atti e si accinge ha presentare al gip l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Interrogato a dicembre, Mannheimer aveva manifestato "vivo dispiacere e sincero pentimento per essersi lasciato coinvolgere in atti di particolare gravità". E si era detto "intenzionato a fare in modo che sia restituito al fisco tutto quanto dovuto". Mannheimer aveva sottolineato anche "come, già da alcuni anni", sia lui personalmente che le sue società "siano totalmente rispettose della normativa fiscale". L'inchiesta, il 17 aprile dello scorso anno, aveva portato gli uomini del Nucleo di Polizia Valutaria di Milano della Guardia di Finanza a eseguire una serie di perquisizioni, anche nella sede dell'Ispo. La vicenda è emersa da un'altra indagine antiriciclaggio che aveva riguardato il commercialista Merlo. Dall'attività investigativa della Gdf, in collaborazione con l'agenzia delle Entrate, è emerso che il consulente, fiduciario di Mannehimer, aveva ideato un giro di false fatturazioni con movimenti su conti correnti in banche di Lussemburgo, Svizzera e Antigua. L'obiettivo, secondo l'accusa, era di frodare il fisco, consentendo al sondaggista di evadere le imposte dovute, in particolare Ires e Iva, e di far rientrare i soldi dall'estero in Italia.

Fonte: AGI
Via: TGCOM
Foto dal video: SkyTG24
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