sabato 18 ottobre 2014

Iraq, arsenale chimico di Saddam in mano allo Stato Islamico - video

Quasi 5.000 munizioni chimiche sono state scoperte in Iraq dalle truppe americane, e in almeno sei occasioni soldati Usa e iracheni sono rimasti feriti da questi ordigni. E' quanto è emerso dall'inchiesta condotta dal New York Times, che sfruttando il Freedom of Information
Act (Foia) ha raccolto le testimonianze di decine di funzionari americani e iracheni e ha potuto visionare documenti di intelligence. Il rapporto del Nyt conferma che il governo degli Stati Uniti sapeva che un impianto iracheno ora controllato dall'organizzazione terroristica dello Stato islamico probabilmente conteneva armi chimiche letali. Un rapporto dell'Huffington Post, che si basa su un'inchiesta pubblicata dal Gloria Center in Herzliya, Israele, suggerisce che l'Isis avrebbe acquisito il controllo di armi chimiche in Iraq e usate sui soldati curdi nella regione siriana di Kobane durante l'estate, dopo aver conquistato la grossa ex fabbrica di armi chimiche di Muthanna in Iraq nel mese di giugno. Stando alle testimonianze raccolte dal Nyt, le armi rinvenute dal 2004 al 2011 risalgono a prima del 1991. Le munizioni non convenzionali, progettate e costruite in Occidente, sarebbero rimasugli di un arsenale chimico usato dal regime di Saddam Hussein durante la guerra con l'Iran degli anni '80". Il ritrovamento delle armi è sempre stato tenuto nascosto, anche agli stessi militari.

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