lunedì 17 novembre 2014

Is, ucciso ostaggio Usa Peter Kassig insieme a soldati siriani - video

L'Isil ha rivendicato in un video diffuso su diversi siti jihadisti l'uccisione dell'operatore umanitario statunitense Peter Kassig, divenuto poi anche Abdul Rahman, in seguito alla sua conversione all'Islam durante la prigionia. Se confermata si tratterebbe della quinta esecuzione di
un cittadino occidentale da parte del sedicente Stato Islamico in pochi mesi. A un anno dal suo rapimento, dell'ottobre 2013, i genitori avevano poche settimane fa lanciato un video-appello in cui ne chiedevano la sua liberazione. 26 anni, originario dell’Indiana, Kassig era stato sequestrato in Siria, dove si trovava per conto di un’associazione umanitaria che lui stesso aveva fondato. Nel video con cui rivendica la sua morte, l'Isil mostra anche la decapitazione di diversi uomini che sostiene essere esponenti dell'esercito e dell'aviazione siriana, fedeli al presidente Bachar Al Assad. Il boia, coltello alla mano, si rivolge direttamente agli Stati Uniti. E avverte: i soldati americani potrebbero fare la stessa fine. "Obama, rivendichi di esserti ritirato dall'Iraq quattro anni fa. Noi diciamo che sei un bugiardo. Non ti sei ritirato". Poi continua: Kassig è stato ucciso perché ha "combattuto contro i musulmani in Iraq mentre era un soldato americano". La voce del boia è distorta, anche se l'accento britannico sembra evidente. Non è chiaro se si tratti del boia protagonista delle precedenti decapitazioni.


Fonte: Euronews
Via: La Stampa

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