giovedì 24 gennaio 2019

Caracas, Guaidò sfida Maduro e scoppia il caos nel paese: 26 morti

Almeno 40 persone sono morte in seguito agli scontri tra le forze dell'ordine e i cittadini che manifestano contro il governo di Nicolás Maduro, secondo la Commissione interamericana dei diritti umani (Iachr). Le tensioni sono aumentate quando
membri della Guardia nazionale hanno provato a sgomberare un quartiere a nord di Caracas che era stato bloccato dagli oppositori al presidente. Gli ammutinati sono stati rapidamente sopraffatti dalla polizia e dalle forze armate, con 850 persone arrestate. Ieri Juan Guaidò, capo dell'Assemblea Nazionale, si è autoproclamato presidente ad interim del Paese davanti a migliaia di sostenitori riuniti nella capitale, ottenendo il benestare del presidente americano Donald Trump. La risposta non si è fatta attendere, con Maduro che parlando dal balcone a una folla di sostenitori annuncia la rottura delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti. La tensione in Venezuela è altissima, nel giorno in cui sono state convocate proteste di entrambe le fazioni a cui hanno partecipato migliaia di persone in 23 Stati del Paese, con la polizia che ha sparato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Il parlamento controllato dall'opposizione aveva annunciato la protesta di mercoledì all'inizio del mese, in quanto il presidente della legislatura Guaidò punta a sostenere il suo tentativo di cacciare Maduro dal potere e istituire un governo di transizione in vista delle nuove elezioni. Il governo ha risposto annunciando la propria manifestazione pro-Maduro in una data estremamente significativa per il Paese dal momento che era il 23 gennaio 1958 quando cadde la dittatura di Marcos Perez Jimenez. L'opposizione a Maduro si è rafforzata da quando l'ex autista di autobus ha prestato giuramento per un secondo mandato due settimane fa. La Costituzione venezuelana stabilisce che i presidenti giurino davanti all'Assemblea nazionale. Maduro, invece, lo ha fatto davanti alla Corte Suprema. Le elezioni vinte a maggio sono state boicottate dall'opposizione ed etichettate come una frode dagli Usa e da molti paesi dell'America Latina.




Foto: Daily Mail | France 24

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