martedì 22 gennaio 2019

Roma, salvati 393 migranti alla deriva e ricondotti in Libia: 117 morti

Sono stati riportati in Libia i 393 migranti recuperati dalla Guardia Costiera libica nella giornata di ieri. Sono tutti sani e salvi, fa sapere il Viminale. In particolare, 143 sono stati riportati a Tripoli, 144 a Misurata, 106 ad al-Khoms. Dal primo gennaio, si legge nel
report del ministero dell'Interno aggiornato alle 8 di lunedì mattina, i migranti sbarcati quest'anno in Italia sono 155, in calo del 94,3% rispetto ai 2.730 dello stesso periodo del 2018. I migranti arrivati in Italia, secondo la nazionalità dichiarata al momento dello sbarco, si segnala, provengono prevalentemente da Bangladesh (57) e Iraq (38). Seguono Tunisia (31), Iran (13), Egitto (9), Sudan (2), Russia (2), Pakistan (2) e Gambia (1). Nella giornata di domenica era scattato l'allarme per un'imbarcazione con 100 migranti in difficoltà al largo delle coste libiche. Alarm Phone, che aveva segnalato l'emergenza, riferisce su Twitter che un mercantile inviato dalla guardia costiera libica ha soccorso il barcone e che lo sbarco avverrà a Misurata. Per l'organizzazione però riportare i migranti dopo 24 ore in mare "nell'inferno della Libia" viola "le leggi internazionali". Complessivamente sono stati tre gli eventi nell'area di responsabilità Sar libica su cui è intervenuta la Guardia Costiera locale. Nel weekend nel naufragio di un barcone al largo delle acque libiche sono morte 117 persone. Sul gommone affondato, partito la notte precedente probabilmente da Garabulli, erano in 120, secondo quanto hanno raccontato agli operatori dell'Oim dai tre superstiti recuperati da un elicottero della Marina italiana a una cinquantina di miglia a nord est di Tripoli e portati a Lampedusa, dove hanno ricevuto cure mediche. Al momento l'unica nave umanitaria attiva nel Mediterraneo è la Sea-Watch.



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