martedì 11 giugno 2019

Palermo, sequestrati beni in Thailandia al tesoriere dei boss mafiosi

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo hanno eseguito un sequestro di beni disposto dalla Corte Reale Civile della Thailandia nei confronti del boss Vito Roberto Palazzolo, ex riciclatore e tesoriere di Totò Riina e Bernardo Provenzano, condannato
in via definitiva a nove anni di reclusione per associazione mafiosa. Tratto in arresto a Bangkok nel marzo 2012, dopo una latitanza all'estero durata oltre 20 anni, nel dicembre 2013 è stato estradato in Italia per scontare la pena. Attualmente, è in affidamento ai servizi sociali. Protagonista dell'eclatante narcotraffico, svoltosi nei primi anni '80 tra la Sicilia, l'Estremo Oriente e gli Stati Uniti, più noto con il nome di "Pizza Connection", le cui indagini erano coordinate dal giudice Giovanni Falcone e dal procuratore distrettuale di New York Rudolph Giuliani. Nel 1984 Palazzolo venne tratto in arresto e temendo di essere giudicato in Italia, in attesa dell'estradizione, confessava alle autorità svizzere le sue relazioni con i principali protagonisti del traffico di sostanze stupefacenti. Sfruttando un permesso concessogli dalle autorità carcerarie elvetiche e grazie ad un falso passaporto svizzero, Palazzolo entrava in territorio sudafricano assumendo la falsa identità di Robert von Palace Kolbatschenko. Proprio in Sudafrica, Palazzolo affinava le sue grandi doti imprenditoriali e, grazie anche a importanti appoggi in quel Paese, iniziava ad investire nel settore immobiliare e in numerose attività commerciali, estendendo i propri interessi anche in territori limitrofi, quali la Namibia e l'Angola. Le indagini, condotte dal Gico, con la collaborazione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Dcpc, e dirette dalla Dda della Procura di Palermo, hanno consentito di individuare e sequestrare un deposito bancario intestato alla moglie del Palazzolo, ricca ereditiera di origine israeliana, con un saldo attivo di diverse decine di migliaia di euro. La complessa e articolata attività ha consentito alle autorità thailandesi di aprire un caso investigativo a carico del Palazzolo con finalità di sequestro e confisca di tutto il patrimonio a lui riconducibile.



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