martedì 17 settembre 2019

Palermo, business dei buttafuori in mano a cosche mafia: 11 arresti

I Carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Palermo su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 11 soggetti ritenuti responsabili di estorsione aggravata dal
metodo mafioso. L'indagine, denominata "Octopus", ha consentito di cristallizzare le convergenze degli interessi di Cosa nostra palermitana sul controllo di importanti aspetti organizzativi legati alla gestione dei locali notturni. E' emersa, infatti, la capacità delle cosche d'infiltrarsi e controllare in maniera pervasiva la gestione dei servizi di sicurezza privata nei locali palermitani e della provincia mediante la diretta imposizione dei soggetti addetti ai servizi di vigilanza e la doverosa corresponsione di un quantum per ogni operatore impiegato. Interfaccia degli interessi dei clan nella gestione dei rapporti con gli esercenti era l'uomo di fiducia dei boss, che sfruttava i suoi legami con gli esponenti di vertice dei mandamenti mafiosi di Porta Nuova per imporre il reclutamento di personale, di sua scelta, per i servizi di vigilanza, demandando a una società privata l'onere della regolarizzazione amministrativa e contabile dei soggetti impiegati. Inoltre, al fine di eludere la normativa di settore, erano state fondate due associazioni di volontari antincendio nell'ambito delle quali venivano formalmente impiegati, in qualità di addetti antincendio, quei "buttafuori" che, a causa dei loro precedenti penali, si trovavano nell'impossibilità di ottenere la necessaria autorizzazione prefettizia. Le numerose intercettazioni ambientali e telefoniche hanno consentito di documentare svariati episodi di estorsione nei riguardi dei titolari di almeno 5 locali notturni di Palermo e provincia ai quali veniva imposta, mediante violenze e minacce, l'assunzione dei "buttafuori". Emblematica, in tal senso, è la vicenda in cui è coinvolto il reggente della famiglia mafiosa di Palermo Centro. Il capomafia si era interessato affinché suo cognato fosse impiegato stabilmente nella gestione della security nel corso delle diverse serate organizzate presso un noto locale della vivace movida palermitana.


Via: AskaNews

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