domenica 27 ottobre 2019

Washington, raid nel nordovest siriano contro Isis: morto Baghdadi

Si ritiene che il leader dell'Isis Abu Bakr al-Baghdadi sia stato ucciso in un raid condotto sabato dalle forze armate statunitensi nella Siria nord-occidentale, secondo fonti del Pentagono. La conferma finale è in corso mentre vengono condotti test del Dna e biometrici. Il
terrorista si sarebbe ucciso dopo un breve scontro a fuoco con la Delta Force entrata nel compound dove si nascondeva. Avrebbe azionato il detonatore di un giubbotto esplosivo facendosi saltare in aria. La deflagrazione avrebbe ucciso anche due delle mogli di al Baghdadi che erano accanto a lui. L'Osservatorio siriano per i diritti umani (Sohr), un monitor di guerra siriano, nel frattempo ha riferito che uno squadrone di otto elicotteri, accompagnato da un aereo da guerra appartenente alla coalizione internazionale, ha attaccato le posizioni degli Hurras al-Deen (un gruppo affiliato ad al-Qaida) in cui si riteneva nascondesse il leader dell'Isis nella zona di Barisha a nord della città di Idlib. L'osservatorio afferma che nove persone sono morte nell'attacco, ma non si sapeva se al Baghdadi fosse una di queste. La Cia avrebbe aiutato a localizzare il leader dello Stato islamico, secondo fonti del Dipartimento della difesa. La regione è controllata da Hayat Tahrir al-Sham, un gruppo islamista che si oppone all'Isis e persegue gli individui che si ritiene siano affiliati al gruppo. Il presidente americano Donald Trump ha approvato l'operazione contro il "Califfo" una settimana fa, secondo fonti della Casa bianca. Il leader del gruppo terroristico è stato dato per morto diverse volte dal 2014, quando apparve per la prima volta in un video mentre teneva un sermone alla moschea di Mosul. Nel febbraio 2018, diversi funzionari statunitensi hanno dichiarato che Baghdadi è stato ferito in un attacco aereo a maggio 2017 e che ha dovuto rinunciare al controllo dell'Isis per almeno 5 mesi a causa delle sue ferite. Baghdadi è diventato il leader dello Stato islamico nel 2010. Social media e siti internet legati all'Isis non confermano per il momento la morte di al Baghdadi ma esortano i seguaci in tutto mondo a "continuare la jihad anche se la notizia fosse autentica".


Via: CNN

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