lunedì 28 gennaio 2019

Belo Horizonte, sospese ricerche dispersi per diga ceduta: 115 morti

Le autorità brasiliane hanno sospeso le ricerche di eventuali superstiti al crollo della diga di Brumadinho, nello Stato di Minas Gerais (sud-est del Brasile), nel timore che anche un'altra diga vicina possa cedere da un momento all'altro. Per questo motivo sono stati
fatti evacuare 24.000 residenti. La rottura della diga Córrego do Feijão, avvenuta nel primo pomeriggio del 25 gennaio, ha provocato 43 morti accertati e almeno 249 dispersi. Per quanto riguarda i 176 sfollati, 23 sono ricoverati in ospedale. Tonnellate di fango hanno invaso la zona e ricoperto le case fino al tetto. A rompersi è stata la diga dell'azienda del sito minerario Vale, sul fiume Rio Paraopeba, area metropolitana di Belo Horizonte. La diga era utilizzata per il ricircolo dell'acqua in un impianto di contenimento dei rifiuti per gli eventi di emergenza. Secondo le autorità brasiliane, il crollo della diga di Brumadinho ha provocato il versamento di circa 13 milioni di metri cubi di rifiuti minerari. L'onda di fango e rifiuti ha investito vari edifici dell'azienda e la piccola località di Vila Ferteco. A detta del governatore dello Stato, Romeu Zema, ci sono poche possibilità di trovare persone ancora in vita sul luogo del crollo. Il governo della regione di Minas Gerais ha imposto una multa di 99 milioni di reais brasiliani, pari a circa 23 milioni di euro, alla società proprietaria della miniera per i danni causati dal cedimento della diga. Il presidente Jair Bolsonaro visiterà la regione colpita nelle prossime ore. L'incidente avviene a tre anni di distanza dalla tragedia di Mariana, città distante 120 km da Brumadinho, dove si verificò quello che è considerato il peggior disastro ambientale del Brasile. Allora a crollare furono due dighe di contenimento di rifiuti, sempre del sito Vale, 19 i morti.



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