lunedì 16 settembre 2019

Riad, attacco yemenita con droni ai siti petrolio: Usa accusano Iran

Per gli attacchi con droni alle due raffinerie in Arabia Saudita, che ha dimezzato la produzione petrolifera quotidiana e rivendicati dai ribelli sciiti Houthi dello Yemen, Washington ha puntato il dito contro Teheran ritenendo che dietro l'assalto ai siti petroliferi ci sia la mano
dell'Iran. In un discorso televisivo il presidente iraniano, Hassan Rohani, con toni distensivi ha dichiarato che "è necessaria una tregua nello Yemen" per la stabilità della regione. Il capo di Stato ha affermato inoltre che "i problemi che affronta la regione devono essere risolti con il dialogo". Rohani ha poi respinto le accuse degli Usa nei confronti dell'Iran perché secondo il capo di Stato iraniano i problemi derivano dalla "loro presenza nell'area". Il discorso è stato effettuato alla vigilia di un possibile incontro sul nucleare tra Donald Trump e lo stesso presidente iraniano Rohani ma alla luce dell'attacco al petrolio l'incontro tra i due leader non viene certo facilitato anche se dalla Casa Bianca non si esclude nulla. L'Iran nega di aver avuto alcuna responsabilità nell'attacco con i droni contro siti petroliferi in Arabia saudita, come invece affermato dal segretario di Stato americano Mike Pompeo. Intanto, dopo l'Unione europea, anche il Segretario Generale dell'Onu Antonio Guterres ha duramente condannato l'attacco alle raffinerie saudite. A seguito dei due attacchi ai siti in Arabia Saudita che hanno colpito l'impianto di lavorazione del petrolio più grande al mondo, Riad ha sospeso la produzione di 5,7 milioni di barili al giorno, più  della metà della sua produzione complessiva e questo ha fatto saltare il 5% delle forniture mondiali di greggio. La compagnia petrolifera saudita Saudi Aramco rende noto che prevede di ripristinare entro domani, lunedì - a due giorni dagli attacchi con droni ai due siti di lavorazione del greggio - il 30% della fornitura petrolifera quotidiana quindi circa un terzo della produzione interrotta. I due siti attaccati sono stati quello di Abqaiq, che dispone del più grande impianto di lavorazione di petrolio al mondo, e quello di Khurais, il secondo per dimensioni nel Paese, situati entrambi nell'est.


Via: RaiNews24

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